CARACAS – È una corsa contro il tempo quella che si sta combattendo in Venezuela, dove proseguono senza sosta le operazioni di ricerca dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese. Il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi e sfiora ormai i mille morti, mentre il numero dei dispersi ha superato quota 50mila.
L’area più colpita è quella di La Guaira, dove decine di edifici sono crollati e migliaia di soccorritori e volontari stanno scavando tra le macerie, spesso a mani nude e con mezzi di fortuna, nel tentativo di individuare persone ancora in vita.
Tra i momenti di speranza delle ultime ore c’è il salvataggio di due donne e di un neonato, estratti vivi dalle macerie tra gli applausi dei presenti. Episodi che alimentano la speranza dei soccorritori, impegnati senza sosta nonostante la scarsità di mezzi e attrezzature.
L’emergenza riguarda anche il sistema sanitario. I feriti sarebbero ormai almeno 3mila, ma molti ospedali risultano al limite della capacità operativa. La carenza di ambulanze, personale medico e posti letto ha costretto le autorità ad allestire aree di primo soccorso direttamente nelle strade delle zone colpite.
Nel frattempo si avvicina la scadenza della cosiddetta “finestra d’oro”, le 72 ore successive a un terremoto considerate decisive per il ritrovamento di eventuali superstiti sotto le macerie. Con il passare del tempo diminuiscono infatti le possibilità di trovare persone ancora in vita.
La macchina della solidarietà internazionale si è attivata. Sono attese circa 25 squadre di soccorso provenienti da 17 Paesi, tra cui anche l’Italia, oltre al supporto delle Nazioni Unite. L’obiettivo è rafforzare le operazioni di ricerca e fornire assistenza alla popolazione colpita.
Le autorità venezuelane stanno inoltre cercando di ripristinare la viabilità nelle aree più devastate. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato che le principali vie di accesso a La Guaira sono state liberate dai detriti, consentendo l’arrivo dei mezzi di soccorso e degli aiuti umanitari.
L’emergenza umanitaria resta gravissima. Solo nella regione di La Guaira circa 70mila famiglie hanno trascorso una seconda notte all’aperto, dormendo in auto, in rifugi di fortuna o direttamente per strada.
Nelle zone devastate continuano inoltre a registrarsi episodi di sciacallaggio e saccheggi ai danni di negozi e abitazioni distrutti dal sisma, mentre le forze dell’ordine cercano di garantire sicurezza e ordine pubblico.
Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza interruzioni, mentre il bilancio delle vittime e dei dispersi resta purtroppo destinato ad aggravarsi con il passare delle ore.

