20 Ottobre 2026

Velletri, bimbo di 4 anni morde una pianta tossica di casa e finisce in ospedale: dramma sfiorato

Il piccolo ha addentato una foglia di "Orecchie di Elefante" ed è scattata la corsa al Bambino Gesù. L'appello della mamma
29 Agosto 2026
alocasia
Un esemplare di Alocasia (foto generica)
È bastato un solo secondo di distrazione per trasformare un tranquillo pomeriggio in un incubo. Giovedì scorso, 27 agosto, un bambino di appena 4 anni ha dato un morso a una pianta che si trovava nella sua casa di Velletri e che è presente anche in tantissime case e giardini: l’Alocasia, conosciuta da tutti come “Orecchie di Elefante”. Un gesto improvviso e imprevedibile, dettato dalla classica curiosità dei bambini, che però poteva trasformarsi in qualcosa di molto grave visto che quella pianta è molto tossica per gli elementi che le sue foglie contengono e può causare seri problemi di salute. 

Subito dopo il morso i genitori si sono accorti che qualcosa nel piccolo non andava e lo hanno portato di corsa al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Velletri. Lì la pediatra di turno e gli infermieri si sono attivati immediatamente: hanno prestato le prime cure, hanno fatto bere del latte al bambino e si sono messi subito in contatto con il Centro Antiveleni di Roma. Per sicurezza e in via precauzionale, la dottoressa ha poi disposto il trasferimento urgente del piccolo all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Al Bambino Gesù il bimbo è stato sottoposto a tutti gli accertamenti medici necessari e gli è stata somministrata una flebo. Dopo ore di grande ansia, i medici hanno dato la notizia più attesa: tutti i parametri erano nella norma. Il bimbo sta bene e il grande spavento è passato.

Dietro l’aspetto bello ed elegante delle “Orecchie di Elefante”, apprezzate per le loro grandissime foglie verdi, si nasconde un pericolo che molti genitori ignorano. Questa pianta contiene cristalli di ossalato di calcio. Se le foglie vengono masticate, questi cristalli provocano subito una forte irritazione alla bocca. I sintomi principali sono dolore, bruciore, forte salivazione e gonfiore. Nei casi più gravi, il gonfiore può colpire la lingua e la gola, rendendo difficile respirare e deglutire.

La mamma del piccolo, ancora scossa per la terribile esperienza che le “ha tolto dieci anni di vita”, ha deciso di raccontare tutto pubblicamente su Facebook. Non per allarmismo, ma per trasformare la sua paura in un avviso utile per gli altri. La donna ha ringraziato di cuore tutto il personale medico di Velletri per la rapidità e l’umanità dimostrate, e ha lanciato un appello accorato a tutte le famiglie: “Se avete questa pianta in casa o in giardino, fate tantissima attenzione o mettetela assolutamente fuori dalla portata di bambini e animali domestici”.

I medici ricordano che, in caso di contatto o ingestione di piante sospette, non bisogna mai usare rimedi fai-da-te, ma è necessario chiamare subito il 112 o un Centro Antiveleni.