Le piattaforme di previsione che consentono di scommettere sull’evoluzione degli incendi boschivi stanno destando crescenti preoccupazioni tra esperti e ricercatori, i quali temono possano favorire comportamenti criminali e distogliere l’opinione pubblica dalla reale gravità delle catastrofi. L’allarme — riferisce la CNN — arriva mentre il settore dei cosiddetti «prediction market» continua a espandersi.
Durante gli incendi che hanno sconvolto Los Angeles nel gennaio 2025, gli utenti di Polymarket hanno puntato sul numero di ettari che sarebbero andati distrutti, sulle aree raggiunte dalle fiamme e sul momento in cui gli incendi sarebbero stati contenuti. Kaitlyn Trudeau, climatologa dell’organizzazione no profit Climate Central, il cui nonno ha perso la casa nell’incendio di Eaton, ha definito la pratica «piuttosto distopica»: «Non è solo facile appiccare un incendio, ma ora esiste anche un potenziale incentivo economico».
Secondo la ricercatrice, questi strumenti rischiano peraltro di trasformare tragedie reali in una sorta di videogioco, facendo perdere di vista le sofferenze delle persone colpite. Polymarket respinge però le critiche e sostiene che la piattaforma costituisca una fonte utile di informazioni durante le emergenze. «Le persone si rivolgono ai media per i commenti e a Polymarket per le informazioni», ha dichiarato un portavoce, aggiungendo che eliminare questi mercati non impedirebbe il verificarsi delle tragedie ma renderebbe meno accessibili le informazioni ritenute più attendibili.
Gli esperti sottolineano tuttavia che gli incendi boschivi presentano una caratteristica che li distingue da altri eventi naturali come uragani o terremoti: possono essere provocati dall’uomo. «Chiunque può appiccare un incendio», ha osservato Ed Nordskog, ex investigatore specializzato in incendi dolosi della contea di Los Angeles. Pur ricordando che solo una minima parte delle persone commette simili reati, Nordskog ha spiegato di aver riscontrato, nel corso della sua carriera, un forte legame tra dipendenza dal gioco d’azzardo e piromania, parlando di «possibilità inquietanti».
Le preoccupazioni non riguardano soltanto il rischio di nuovi incendi dolosi. Secondo gli esperti, anche chi è coinvolto nella gestione delle emergenze potrebbe teoricamente essere indotto a influenzare l’evoluzione di un incendio già in corso per trarre profitto da una scommessa, ad esempio lasciando che le fiamme si propaghino più a lungo.
Il dibattito investe anche il piano etico. Scommettere su possibili morti o danni alle persone «svaluta la vita umana», ha affermato Ann Skeet, direttrice del centro di etica della leadership della Santa Clara University. Theresa Gannon, docente di psicologia forense all’Università del Kent, ritiene inoltre che queste piattaforme possano contribuire a normalizzare gli incendi, riducendo la percezione della loro gravità e indebolendo gli sforzi delle comunità per prevenirli.

