Si chiama THInkPen, acronimo di Tele-Health Ink Pen, ed è una penna a inchiostro dotata di sensori progettata per contribuire all’individuazione precoce delle difficoltà di scrittura nei bambini. Pur utilizzandosi come una normale penna su carta, il dispositivo è in grado di rilevare parametri utili per la valutazione clinica, come la pressione esercitata sul foglio, la fluidità del gesto grafico, l’inclinazione dello strumento e i tempi di esecuzione.
La tecnologia è al centro di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PLOS Digital Health, realizzato da ricercatori del Politecnico di Milano e dell’Università dell’Insubria. La ricerca ha coinvolto 707 alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado, chiamati a svolgere prove standardizzate di scrittura.
Lo studio su 700 studenti
Gli studenti hanno utilizzato la penna durante due esercizi della BVSCO-3, la Batteria per la valutazione clinica della scrittura e della competenza ortografica, impiegata in Italia per l’analisi delle difficoltà di scrittura, della disgrafia e della disortografia.
I dati acquisiti dai sensori sono stati confrontati con i risultati clinici dei test. L’analisi ha evidenziato una correlazione significativa tra gli indicatori rilevati dalla penna e i punteggi ottenuti dagli studenti, in particolare per quanto riguarda il tempo impiegato nella scrittura. I ricercatori hanno inoltre osservato che, per diversi parametri, le capacità grafomotorie tendono a stabilizzarsi intorno alla terza classe della scuola primaria.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
Le informazioni raccolte sono state elaborate mediante algoritmi di intelligenza artificiale sviluppati per distinguere gli alunni con difficoltà di scrittura da quelli con prestazioni nella norma. I modelli hanno identificato con successo gli studenti che presentavano criticità, offrendo anche elementi utili a comprenderne le caratteristiche.
L’obiettivo non è sostituire la valutazione di specialisti, ma rendere più tempestivo lo screening scolastico e favorire l’eventuale invio ai servizi clinici. La penna permette infatti di analizzare non solo il testo finale prodotto dal bambino, ma anche l’intero processo che porta alla scrittura, senza modificare la naturalezza del gesto sul foglio.
«L’impiego della THInkPen nell’analisi dell’intero processo di scrittura potrebbe favorire un’identificazione precoce delle difficoltà in ambito scolastico, facilitando così una tempestiva ed efficace attivazione dei servizi clinici», ha spiegato Simona Ferrante, coordinatrice del gruppo di ricerca del Politecnico di Milano.
Secondo Cristiano Termine, docente di neuropsichiatria infantile all’Università dell’Insubria, questo tipo di strumento può assumere un ruolo significativo anche alla luce della crescente richiesta rivolta ai servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza e delle conseguenti liste di attesa.

