21 Agosto 2026

Udine – Multata per topless sul greto del Natisone: 55enne brasiliana fa ricorso, udienza a febbraio 2027

A Cividale del Friuli (Udine) una donna di 55 anni, di origine brasiliana e residente in Italia da oltre trent'anni, ha impugnato una multa ricevuta dopo essere stata sorpresa a prendere il sole in topless sul greto del fiume Natisone. La vicenda risale a giugno 2021: i vigili urbani intervennero sul posto e contestarono a…
30 Giugno 2026

A Cividale del Friuli (Udine) una donna di 55 anni, di origine brasiliana e residente in Italia da oltre trent’anni, ha impugnato una multa ricevuta dopo essere stata sorpresa a prendere il sole in topless sul greto del fiume Natisone. La vicenda risale a giugno 2021: i vigili urbani intervennero sul posto e contestarono a Maria José Bordalo Nunes la violazione per “comportamenti offensivi della pubblica decenza”.

Secondo il verbale, riportato dal Corriere della Sera che ha intervistato la donna, Bordalo Nunes avrebbe lasciato scoperte le parti intime indossando soltanto un perizoma nero in un’area aperta e visibile dalla pubblica via, in particolare dalla panoramica del Ponte del Diavolo. L’ammenda ammontava a 105 euro complessivi; la donna ha deciso di presentare ricorso e l’udienza davanti al giudice di pace è fissata per il 10 febbraio 2027.

Intervistata dal quotidiano, Bordalo Nunes ha raccontato di non aver notato altre persone nei dintorni al momento dell’episodio. “Quel giorno non c’era nessuno in strada: né bambini, né anziani, neanche un cane”, ha detto. “Mi sono tolta la parte superiore del costume e mi sono messa a prendere il sole. Nessun cartello lo vietava”. La donna, che lavora come badante in Italia, ha definito la sanzione un segnale di quella che ha definito “tanta ipocrisia” nel paese.

Il caso riapre il dibattito sulla nozione di pubblica decenza e sui limiti del topless in luoghi aperti al pubblico. La normativa italiana non contiene indicazioni univoche sul topless, e l’applicazione delle sanzioni per offesa alla pubblica decenza varia in base alla valutazione degli agenti e all’interpretazione del contesto locale. Divergono anche i regolamenti comunali e le prassi operative delle forze dell’ordine, che in passato hanno portato a episodi simili con esiti differenti.

L’udienza del 10 febbraio sarà l’occasione per chiarire le circostanze contestate e valutare la fondatezza della sanzione. Eventuali pronunce giudiziarie su casi analoghi potrebbero contribuire a definire meglio i confini tra comportamento personale e tutela della sensibilità pubblica nelle aree aperte al pubblico.