TORINO – Sgomento, volti attoniti, incredulità. I tifosi bianconeri si guardano, si voltano, spaesati. Fino a che quello sguardo non finisce sul tabellone, che recita l’imponderabile: 3-0 Lazio.
Tutto vero, nessuna fantascienza, ma pur sempre un film. Horror per Spalletti, d’amore per la Lazio di Gattuso. Che compatta, con determinazione ed idee chiare fa la voce grossa allo Stadium e colpisce quando deve: Provstgaard, Isaksen, persino Dele Bashiru.
È la notte dei sogni per Gattuso, quella che restituisce lustro alla sua più che dignitosa carriera da allenatore. La notte in cui percepisce lacune e sbrana l’ex CT, il suo predecessore prima di Zenica, un Luciano Spalletti ormai sul lastrico. Clamoroso tonfo Juve, contestata. E gli occhi di Conte alla finestra.
La Lazio vola lassù. Incredibile ma vero, ancora a pari punti dell’Inter campione. 19 a 19, una poltrona per due. Immediatamente controsorpassata la Roma. Un sogno ad occhi aperti: mercato a saldo zero, contestazione, scetticismo Gattuso. Invece 19 punti dopo 7 giornate: è record, la Lazio non era mai così partita così forte, nemmeno ai tempi di Cragnotti.

