TEHERAN – Donald Trump ha annunciato al Congresso degli Stati Uniti la ripresa delle operazioni militari contro l’Iran, dichiarando che Washington colpirà “tutte le capacità che hanno a che fare con Hormuz” e, successivamente, anche “l’impianto nucleare di Pickaxe Mountain”.
Nel frattempo, la tensione nella regione è ulteriormente salita dopo che gli Emirati Arabi Uniti hanno denunciato un attacco missilistico iraniano contro due proprie petroliere in transito nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dal Ministero della Difesa di Abu Dhabi, i mercantili Mombasa e Al-Bahiyah sono stati colpiti da due missili da crociera mentre navigavano nella rotta meridionale dello stretto, all’interno delle acque territoriali dell’Oman.
L’attacco ha provocato la morte di un membro dell’equipaggio di nazionalità indiana e il ferimento di altre otto persone, quattro delle quali versano in gravi condizioni. Tra i feriti figurano sei cittadini indiani e due ucraini. Le esplosioni hanno innescato incendi a bordo delle due petroliere, successivamente domati dagli equipaggi e dai soccorritori.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato l’episodio definendolo “una grave e flagrante violazione del diritto internazionale”, sottolineando come l’attacco rappresenti una minaccia per la sicurezza della navigazione e per la stabilità dell’intera regione. Abu Dhabi ha inoltre dichiarato di riservarsi il diritto di rispondere all’escalation.
Dal canto suo, Teheran ha sostenuto di aver colpito anche alcune strutture militari statunitensi presenti in Bahrein, alimentando ulteriormente il rischio di un allargamento del conflitto nel Golfo Persico.
L’escalation arriva in un momento di forte tensione internazionale, con lo Stretto di Hormuz che torna al centro della crisi geopolitica mondiale per il suo ruolo strategico nel transito di una quota significativa delle esportazioni globali di petrolio.

