WASHINGTON – Lo Stretto di Hormuz resta uno dei principali punti di tensione nel confronto tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump ha assicurato che le forze statunitensi hanno completato la bonifica dello strategico tratto di mare, nonostante la presenza occasionale di mine.
“È un po’ complesso”, ha spiegato Trump parlando nello Studio Ovale, riferendosi alla situazione nello Stretto. Il presidente ha però ribadito che gli Stati Uniti ne avrebbero assunto il controllo esclusivo, mentre l’Iran, pur potendo ancora creare problemi, si troverebbe in una situazione economica molto difficile.
Hormuz rappresenta un passaggio fondamentale per il mercato energetico mondiale: attraverso lo Stretto transita normalmente circa il 20% del petrolio mondiale. Il controllo della navigazione e le prospettive di una riapertura completa restano quindi al centro delle trattative tra Washington e Teheran.
Sul fronte della sicurezza personale di Trump emergono intanto nuovi dettagli relativi a un episodio avvenuto lo scorso luglio.
Secondo quanto riportato dal Washington Post e confermato da successive ricostruzioni, dopo il vertice Nato di Ankara il presidente americano avrebbe lasciato la Turchia a bordo di un aereo militare C-32A, anziché utilizzare il velivolo presidenziale che era stato mostrato pubblicamente.
La decisione sarebbe stata presa in seguito a una minaccia credibile di attentato proveniente dall’Iran. Trump sarebbe stato trasferito in maniera riservata dall’Air Force One a bordo del velivolo militare, mentre l’aereo presidenziale visibile ai media avrebbe proseguito il viaggio verso il Regno Unito come una sorta di diversivo.
La Casa Bianca ha confermato l’adozione di misure di sicurezza straordinarie per proteggere il presidente, senza però fornire ulteriori dettagli sull’operazione.
Il doppio fronte, quello militare nello Stretto di Hormuz e quello della sicurezza personale del presidente, fotografa così il livello di tensione raggiunto nei rapporti tra Washington e Teheran.

