6 Ottobre 2026

Truffa del carburante tra Latina e Gaeta: sigillate tre cisterne, oltre 16.500 litri di gasolio sequestrati

Il blitz della Finanza e delle Dogane scopre carburante "allungato" con solventi e benzina. Tre gestori di impianti denunciati per frode in commercio ed evasione delle accise
5 Ottobre 2026
Oltre 16.500 litri di gasolio illegale sequestrati, tre cisterne e nove pistole erogatrici sigillate. È questo il bilancio di un’operazione scattata nella provincia di Latina, dove la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) hanno scoperto una pericolosa frode sulla qualità del carburante venduto agli automobilisti. Tre persone sono state denunciate alle Procure di Latina e Cassino.

Per i consumatori si tratta di una truffa dai danni immediati e concreti. Le analisi chimiche, effettuate direttamente sul posto grazie a un laboratorio mobile d’avanguardia, hanno rivelato che il gasolio presentava un punto di infiammabilità (“flash point”) di molto inferiore al limite di legge di 55°C. Un’anomalia tecnica che si traduce in un pericolo reale per le vetture: la presenza di sostanze estranee altera la combustione e la viscosità del carburante, provocando un’usura precoce degli iniettori, cali di rendimento del motore e, non ultimo, un netto aumento delle emissioni inquinanti nell’ambiente.

Ma cosa c’era davvero nel serbatoio? Il basso punto di infiammabilità è il segnale che il gasolio è stato “tagliato” intenzionalmente con solventi, benzina o idrocarburi leggeri riciclati. Si tratta di sostanze chimiche volatili ed economiche utilizzate dai distributori infedeli per aumentare illegalmente i volumi da vendere, eludendo così le accise e gonfiando i profitti a spese dei cittadini e della sicurezza pubblica.

La movimentazione di un prodotto così instabile comporta infatti seri rischi di sicurezza anche per gli stessi impianti. I controlli proseguiranno per garantire la trasparenza dei prezzi e tutelare la salute dei motori.