Tracce dei veri Musetti e Cobolli. In assenza di Sinner, c’è qualcuno di spessore che attraverso gesta importantissime sta portando in alto l’orgoglio tricolore pure a Cincinnati, la kermesse dell’ATP Tour che proietta il grande tennis americano all’appuntamento più atteso, US Open.
In una competizione folle dove Paul fa il colpo più mediatico facendo fuori il favoritissimo alla vittoria finale Zverev, Cincinnati vive una settimana d’estasi pur senza Alcaraz e Sinner: sorprese, rimonte mozzafiato, grandi giocate. E tra i protagonisti a deliziare ci sono anche e soprattutto i due azzurri. Cobolli sorprende tutti e conquista il popolo americano, con una remuntada da lasciar tutti ad occhi aperti con la cronica moderna e contemporanea maledizione musettiana, Jodar.
Se c’è qualcosa che è sempre stato additato e contestato a Flavio, è perdersi col suo carattere a volte troppo esuberante in ingenuità: poca freddezza, tante sbavature, l’emozione che scavalca la testa. Quelle superficialità che nel tempo ha superato: così fa il salto di qualità e se ne sono accorti tutti, pure Jodar stesso che, seppur incanali la gara, viene completamente ribaltato colpo su colpo dal gioiello capitolino che prima punto a punto pareggia al tiebreak, quindi ribaltata l’inerzia e sentendo l’odore del sangue vince 6-3 il set decisivo.
Cobolli vola ai quarti di finale, dove stasera affronterà proprio quel Paul galvanizzato e gasatissimo dal successo su Zverev. Ai quarti però c’è pure Musetti, che dopo un’annata complicatissima inizia a far veder vere tracce di sé: non è semplice su un duro come Cincinnati, ma splendido riammirar le eleganti movenze e l’ordine sia mentale che tecnico con cui gestisce e demolisce uno come Faria. Pure Lorenzo ai quarti, anche qui test di livello: un altro americano, c’è Tiafoe.

