TRENTO – Abitano a soli 960 metri dalla scuola, appena 40 metri sotto il limite previsto per poter usufruire ordinariamente del trasporto scolastico. Per questo motivo tre bambini di quarta e quinta elementare sono rimasti esclusi dallo scuolabus. Una decisione che sta facendo discutere soprattutto per le condizioni del percorso che i piccoli dovrebbero affrontare ogni giorno per raggiungere la scuola.
La vicenda è avvenuta a Fiavè, in provincia di Trento, ed è stata riportata da T Quotidiano.
La normativa provinciale prevede infatti un limite preciso: il servizio di trasporto scolastico non viene ordinariamente garantito agli alunni che abitano a meno di un chilometro dalla scuola.
Nel caso dei tre bambini, però, la distanza tra casa e istituto è di 960 metri. Una differenza di appena 40 metri rispetto alla soglia prevista.
Il problema, secondo le famiglie, non sarebbe però soltanto la distanza. A preoccupare maggiormente è infatti il tragitto che i bambini dovrebbero percorrere quotidianamente.
Per raggiungere la scuola primaria, i tre alunni dovrebbero camminare lungo un tratto della statale 421, dove non sarebbe presente un marciapiede.
Una situazione che, secondo i genitori, rappresenterebbe un serio problema di sicurezza, considerato il passaggio di automobili, corriere, camion e mezzi agricoli.
Le famiglie chiedono quindi che, oltre al semplice calcolo della distanza, venga presa in considerazione anche la reale percorribilità del tragitto e la sicurezza dei bambini.
A complicare ulteriormente la situazione ci sarebbe anche la capienza dello scuolabus.
I posti disponibili sarebbero infatti 20, a fronte di 23 richieste. Per stabilire chi può usufruire del servizio viene quindi stilata una graduatoria che tiene conto di diversi criteri, tra cui eventuali bisogni educativi speciali, la distanza dall’istituto e l’età degli alunni.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Fiavè, Beniamino Bugoloni, che avrebbe assicurato il proprio impegno per cercare una soluzione in grado di rispondere alle esigenze dei tre bambini.
La Provincia avrebbe previsto una nuova valutazione della situazione entro il 10 ottobre, ma le famiglie chiedono che il problema venga risolto prima dell’inizio delle lezioni, fissato per il 10 settembre.
L’assessore provinciale ai Trasporti ha ricordato che il limite di un chilometro è in vigore da oltre quindici anni e che si sta lavorando per ridurre i disagi.
Resta però il caso dei tre bambini che, pur vivendo a meno di un chilometro dalla scuola, dovrebbero raggiungerla ogni mattina percorrendo un tratto di strada considerato dalle famiglie troppo pericoloso.

