NAPOLI –
È stato raggiunto un accordo tra l’Azienda ospedaliera dei Colli di Napoli e la famiglia del piccolo Domenico Caliendo sul risarcimento per la morte del bambino, avvenuta dopo un trapianto cardiaco eseguito all’ospedale Monaldi con un cuore risultato congelato.
L’Azienda dei Colli, da cui dipende il Monaldi, ha comunicato che l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha formalmente accettato la proposta transattiva avanzata dalla struttura sanitaria. Il trapianto è al centro di un’inchiesta.
Inizialmente il legale aveva chiesto un risarcimento di circa tre milioni di euro, ma l’importo concordato non è stato reso noto. Le parti hanno infatti sottoscritto un accordo di riservatezza in attesa dell’incontro previsto per settembre, quando l’intesa verrà formalizzata.
Secondo quanto riferito dall’Azienda ospedaliera, la somma è stata calcolata nel rispetto delle norme vigenti, dei criteri previsti dalla legge e degli orientamenti giurisprudenziali nazionali. In base alle tabelle utilizzate dal Tribunale di Milano per la liquidazione dei danni, la cifra potrebbe aggirarsi attorno a un milione e mezzo di euro.
«La definizione della proposta ha richiesto approfondimenti tecnici e giuridici», si legge nella nota dell’Azienda dei Colli. Gli accertamenti avrebbero consentito di ricostruire la vicenda sotto il profilo scientifico e legale, fino a individuare una soluzione condivisa.
L’ospedale precisa inoltre che resta salvo il diritto dell’Azienda di avviare eventuali azioni di rivalsa o regresso nei confronti dei soggetti che dovessero essere ritenuti responsabili al termine dei procedimenti giudiziari.
L’Azienda ospedaliera dei Colli ha infine espresso vicinanza e rispetto alla famiglia Caliendo, richiamando il dolore provocato dalla tragedia.

