MILANO – Adesso sì che ci siamo. L’attesa è finita, si comincia effettivamente a fare sul serio. Tramonta una delle estati a livello di calciomercato più deprimenti degli ultimi decenni, per una Serie A sia economicamente che non lontanissima parente degli altri campionati oggi al top in Europa ma soprattutto distante anni luce da ciò che rappresentava, per valori tecnici e non solo, vent’anni fa.
Fatto sta che comunque, alla fine di settimane tra Mondiali e ben pochi squilli di mercato, riparte il massimo campionato di calcio italiano. Al via la Serie A, giunta all’edizione 2026/27, pronta a scriver nuovi capitoli. Cambiato ben poco l’ordine degli addendi, parte ancora una volta favorita l’Inter di Chivu: alle 18.30 non a caso riflettori a San Siro, col tifoso nerazzurro che ambisce alla prima goleada, subito col piccolo e neopromosso Monza di Juric.
Alla stessa ora occhio alle ambizioni senza freni del Como che, tenuti i volti più significativi del progetto più straordinario degli ultimi anni di calcio italiano quali Fabregas e Nico Paz, chissà se ambirà a qualcosa di più della già di per sé qualificazione Champions: lariani ad Udine, anche loro per lanciare e spedir subito un messaggio al resto della categoria.
Stasera alle 20.45 pure il Napoli di Max Allegri. Scelto l’ex Milan proprio per continuità, c’è bisogno di chi gestisca ed amministri con esperienza una rosa di veterani, che ancora può dar 1/2 di squilli d’alto livello. Ma subito attenzione al debutto a Marassi, incandescente dimora del Genoa di De Rossi: può scapparci il sorpresone. Alla stessa ora pure Parma-Cagliari, francamente meno mediatica ma coi sardi rinfrancati dall’ultimo bollettino su Trepy, a cui non sognano nient’altro che regalar risultato positivo. Tanto per cambiare programma spezzatino e rigorosamente serale: domani Milan a Torino e Juve a Frosinone, lunedì sera Roma-Fiorentina.

