19 Luglio 2026

Thailandia, scoperti due anelli d’oro di 2.000 anni fa con iscrizione Brahmi a Don Yai Thong

Due anelli d’oro di circa 2.000 anni fa sono emersi in Thailandia durante gli scavi condotti nel sito archeologico di Don Yai Thong, nella provincia di Phetchaburi, a circa 130 chilometri a sud-ovest di Bangkok. Come indicato in un comunicato dal dipartimento thailandese delle Belle Arti, i gioielli sono stati rinvenuti la scorsa settimana accanto…
6 Luglio 2026

Due anelli d’oro di circa 2.000 anni fa sono emersi in Thailandia durante gli scavi condotti nel sito archeologico di Don Yai Thong, nella provincia di Phetchaburi, a circa 130 chilometri a sud-ovest di Bangkok. Come indicato in un comunicato dal dipartimento thailandese delle Belle Arti, i gioielli sono stati rinvenuti la scorsa settimana accanto a resti umani. Uno dei due anelli presenta un’incisione che, secondo gli esperti, appartiene alla scrittura Brahmi, un antico sistema grafico sviluppato nel subcontinente indiano. Una prima lettura ha riconosciuto nell’iscrizione la parola “pusarakhitasa”, traducibile come “colui che è protetto da Pushya”, uno dei segni astrologici ritenuti più favorevoli nella tradizione astronomica indiana. Il secondo anello, trovato insieme agli stessi resti scheletrici, è invece un semplice cerchio d’oro, privo di decorazioni. In base alle valutazioni degli archeologi, il proprietario dei due gioielli potrebbe essere stato un mercante appartenente alla casta dei Vaishya, una delle principali classi sociali dell’antica India.

Il sito di Don Yai Thong è stato individuato all’inizio dell’anno, dopo che alcuni residenti della zona avevano rinvenuto frammenti di antichi tamburi di bronzo in una risaia. La scoperta ha portato all’avvio delle indagini archeologiche. Gli studiosi collocano il sito nel tardo periodo preistorico della Thailandia, corrispondente all’Età del Ferro, in un arco temporale compreso tra circa 2.500 e 1.500 anni fa. Da quando gli scavi sono partiti, a febbraio, gli archeologi hanno portato alla luce 8 scheletri umani, ornamenti in bronzo e oro, manufatti in ceramica e altri reperti che suggeriscono la presenza di un’area sepolcrale destinata a individui di alto rango o appartenenti alle classi più abbienti della società. Il dipartimento delle Belle Arti ha annunciato che le operazioni di scavo dovrebbero terminare entro un mese. I reperti saranno in seguito restaurati e, in futuro, esposti al pubblico.