Il Venezuela è sotto shock dopo il terremoto che ha causato una devastazione diffusa e un bilancio ancora provvisorio ma drammatico: circa mille morti accertati e stime che parlano di fino a 50.000 persone disperse. La scossa ha raso al suolo interi quartieri, trasformando La Guaira, la città costiera più duramente colpita, in quello che le autorità locali descrivono come «un cimitero a cielo aperto».
Le operazioni di soccorso proseguono in condizioni estreme. Molti soccorritori scavano a mani nude tra le macerie dei palazzi per cercare superstiti; i vigili del fuoco e le squadre di emergenza continuano a estrarre corpi e a recuperare feriti. Gli ospedali di Caracas sono sotto forte pressione: pazienti gravemente feriti vengono trasferiti dalle località più vicine all’epicentro verso la capitale, mentre la capacità di assistenza medica fatica a far fronte all’afflusso.
Un segnale di speranza è arrivato da Caraballeda, dove un ragazzo di 11 anni è stato estratto vivo dalle macerie dopo tre giorni di ricerche, ha annunciato la presidente ad interim Delcy Rodríguez. Il salvataggio è stato accolto con sollievo in mezzo alla tragedia che avanza giorno dopo giorno.
Arrivi dei soccorsi internazionali e aiuti italiani
Tra i soccorsi internazionali è arrivata anche una squadra italiana della Protezione civile: un team di 97 persone è sbarcato per contribuire alle operazioni di ricerca e assistenza. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha dichiarato che sono stati stanziati i primi 5 milioni di euro di aiuti straordinari per la popolazione venezuelana; il contributo italiano comprende personale specializzato e materiali per emergenze.
Nella comunità degli italiani in Venezuela le prime cifre riportate parlano di tre vittime, quattro feriti e 42 persone tuttora disperse: numeri però destinati a variare con il proseguire delle operazioni di identificazione e ricognizione.
Impatto sociale ed esigenze immediate
Le esigenze sul terreno sono enormi: interventi di ricerca e soccorso, assistenza medica d’urgenza, allestimento di rifugi per gli sfollati, distribuzione di acqua, cibo e medicine e interventi per il recupero delle infrastrutture essenziali. Le autorità e le ong internazionali stanno cercando di coordinare l’afflusso di aiuti per evitare sovrapposizioni e garantire priorità ai settori più colpiti.
Le autorità locali non hanno ancora fornito un quadro stabile e definitivo del bilancio delle vittime e dei dispersi; la situazione è in rapido cambiamento e gli aggiornamenti ufficiali sono attesi nelle prossime ore.

