Tag results for: agricoltura
La nuova sala mungitura della Maccarese spa vista dal drone di Nicola Russo in arte Maverick Filmaker
In esclusiva assoluta, Terzobinario pubblica le immagini più belle dell’inaugurazione avvenuta questa mattina Una mattinata dedicata al mondo dell’agricoltura quella di oggi, venerdì 8 settembre a Maccarese, dove la Maccarese Spa, una delle più grandi aziende agricole d’Italia ha inaugurato una nuova sala mungitura. “Un vanto per Fiumicino – ha dichiarato il Sindaco di Fiumicino […]
L'articolo La nuova sala mungitura della Maccarese spa vista dal drone di Nicola Russo in arte Maverick Filmaker proviene da Terzo Binario News.
Commercio, giù le vendite al dettaglio. Il settore agricolo paga lo shock climatico
Inflazione e incertezza futura influenzano negativamente il commercio in Italia. I dati Istat mostrano un calo delle vendite al dettaglio a giugno 2023, principalmente nei beni non alimentari. Nonostante un aumento del valore delle vendite, il volume è diminuito, indicando una riduzione della quantità di prodotti venduti. In Europa, la situazione è più positiva, sostenuta da aumenti di salari e risparmi accumulati durante la pandemia.
Stop al riso in India, le conseguenze in Italia e nel mondo
Le intense piogge in India hanno danneggiato i campi di riso, portando il governo a vietare l'esportazione di riso bianco non-basmati. Questa decisione potrebbe avere ripercussioni significative a livello globale e potrebbe influenzare in modo particolare i paesi con il maggior consumo di riso pro capite, come Nepal, Sierra Leone e Thailandia. E anche l'Italia potrebbe risentirne.
Per il ministro Lollobrigida i pesticidi non fanno male alle api e la pesca a strascico è perseguitata dall’Ue
Ieri, intervenendo al Consiglio Agricoltura e Pesca dell'Ue, il ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, ha sottolineato che è «Necessario rivedere il Piano di Azione della Pesca sostenibile europea, in particolare per quanto riguarda il rispetto dell'obbligo di sbarco delle catture involontarie e l'eliminazione graduale della pesca a strascico. La revisione del Piano va realizzata di concerto con gli Stati membri e il settore, e attribuire alla pesca a strascico una parte della responsabilità del depauperamento dei fondali marini e delle risorse ittiche appare una semplificazione». Lollobrigida ha poi criticato i controlli nel Mediterraneo, sottolineando come «Non si debba penalizzare i nostri pescherecci con regole rigide che sono inapplicabili verso i Paesi Terzi. L'Europa deve mettere tutte le Nazioni in condizione di sopportare eventuali oneri, dovuti alla sostenibilità ambientale, che siano compensati però dalla possibilità di avere una sostenibilità economica, e quindi sociale conseguente, che sia tollerabile».
Ma dopo la performance sulla pesca a strascico e i controlli draconiani, Lollobrigida è passato ai pesticidi e alle api e, rispondendo alla comunicazione della Commissione europea sulla nuova Iniziativa europea per la tutela delle specie di insetti impollinatori, ha detto che «La tutela delle api non deve mettere a rischio produzione agricola. Sarebbe sbagliato collegare il declino degli impollinatori all’uso dei pesticidi».
Per il Wwf si tratta di dichiarazioni «Sorprendenti e preoccupanti. L’interazione tra pesticidi e api preoccupa da tempo gli scienziati di tutto il mondo e una azione per ridurre la minaccia di estinzione degli insetti impollinatori dovrebbe essere una priorità per i nostri decisori politici se si vogliono davvero salvare le nostre produzioni agroalimentari oltre che tutelare la salute delle persone».
Gli ambientalisti ricordano al ministro che «Il bilancio dell’interazione tra pesticidi e api è in realtà drammatico così come il declino degli insetti. Oggi il 40% degli insetti impollinatori nel mondo è a rischio estinzione ed entro il 2100 lo saranno i due terzi. In Europa, negli ultimi 30 anni, abbiamo perso il 70% della biomassa degli insetti volatori, molti dei quali garantiscono il servizio ecosistemico dell’impollinazione. Gli apicoltori lamentano ovunque, una elevata mortalità dei propri alveari, in particolare nei territori dove l’agricoltura usa quantità elevate di pesticidi».
Il recente studio "Agrochemicals interact synergistically to increase bee mortality", pubblicato su Nature da un team di scienziati della Royal Holloway University of London ha esaminato oltre 90 pubblicazioni scientifiche sui pesticidi e altri fattori di stress per le api e il Wwf fa notare che «Sono evidenti le responsabilità dei pesticidi nella moria delle api, soprattutto quando nei pesticidi vengono usate due o più sostanze chimiche: il danno causato si amplifica con quello che gli scienziati chiamano l’effetto “cocktail” dei pesticidi, micidiale per tutti gli insetti impollinatori. Gli altri fattori di minaccia sono senz’altro il cambiamento climatico, i parassiti, la carenza di nutrienti e la distruzione degli habitat che però non fanno altro che amplificare l’effetto dei pesticidi».
Al contrario di quel che sembra credere il ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare, per il Wwf «Sono necessari e urgenti dei provvedimenti: la Commissione europea ha proposto agli Stati membri dell’Unione due importanti Regolamenti per l’attuazione delle Strategie Ue “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, il primo dedicato alla riduzione dell’uso dei pesticidi - che fissa per l’Italia l’obiettivo della riduzione del 62% dell’uso delle sostanze chimiche di sintesi in agricoltura - il secondo dedicato al ripristino della Natura - che prevede proprio interventi di restauro degli ecosistemi per la tutela degli insetti impollinatori. Ieri nel Consiglio europeo AgriFish i Ministri dell’agricoltura dei 27 Paesi UE hanno discusso proprio questo secondo Regolamento e la posizione contraria del Governo italiano è risultata evidente nelle parole del Ministro Lollobrigida: è incredibile come il Governo italiano arrivi a negare l’evidenza della responsabilità dell’uso dei pesticidi in agricoltura rispetto alla moria delle api, ignorando di fatto, anche il loro ruolo fondamentale nella produzione agroalimentare».
L'articolo Per il ministro Lollobrigida i pesticidi non fanno male alle api e la pesca a strascico è perseguitata dall’Ue sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.
Giornata mondiale dell’acqua, Greenpeace: In Italia il 38% di risaie e coltivazioni irrigue a rischio siccità
Sulla base del dati anticipati dall’Osservatorio Siccità del CNR-IBE, Greenpeace Italia evidenzia che «Il 38% delle risaie e delle colture irrigue italiane è affetto da siccità severo estrema, ovvero soffre per un deficit di pioggia che dura da ben due anni. Tutto il distretto del Po, dove si trova buona parte della superficie irrigata italiana, è inoltre già in stato di severità idrica media da diversi mesi, mettendo a rischio riso, mais e altre colture».
Greenpeace sottolinea che «La situazione già a marzo appare drammatica: anche le acque superficiali, risorsa fondamentale per l'irrigazione, sono infatti in estrema sofferenza. Tutti i grandi laghi del Bacino del Po sono vicini ai minimi storici registrati negli ultimi ottant’anni e i principali invasi artificiali del bacino Padano mostrano un volume di riempimento pari a un quinto della capienza. Oltre alle scarse piogge, soprattutto al Nord, hanno contribuito a questa situazione il caldo, con temperature sopra la media 9 mesi su 12 nel 2022, e la scarsità di neve in montagna, dove si registra un deficit nevoso del 63% rispetto alla media degli ultimi dieci anni.
In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, rivolgendosi al al governo Meloni, che oggi riunisce la cabina di regia sulla siccità a Palazzo Chigi, l’organizzazione ambientalista presenta 8 proposte per contrastare la siccità: 1. Velocizzare il processo di decarbonizzazione dell’Italia, riducendo e poi azzerando le emissioni climalteranti, attraverso un aggiornamento del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) con obiettivi in linea con l’Accordo di Parigi sul clima e la posizione dell’Unione Europea. 2. Smettere di investire sulle fonti fossili e le relative infrastrutture, abbandonando al più presto lo sfruttamento di petrolio, gas e carbone e puntando su energia rinnovabile ed efficienza energetica. 3. Ridurre a monte i consumi idrici in agricoltura, rendendo prioritario l’uso di terreni e acqua per la produzione di alimenti destinati al consumo umano diretto anziché alla filiera mangimistica o alla produzione di biocarburanti. 4. Ridurre a monte la domanda mangimistica, riducendo gradualmente il numero degli animali allevati e adottando misure per incoraggiare l’adozione di diete a base principalmente vegetale. 5. Adottare misure per incoraggiare l'utilizzo di tecniche agroecologiche che migliorino la salute dei suoli, inclusa la capacità di trattenere l’umidità. 6. Ridurre drasticamente il consumo di suolo e la cementificazione, incrementando le superfici di boschi e aree naturali. 7. Pianificare l’eventuale costruzione di nuovi invasi e laghetti in base ai dati di riempimento storici degli invasi esistenti e agli scenari meteo-climatici futuri, evitando opere dannose oltre che inefficaci. 8. Adottare un grande piano di ristrutturazione della rete idrica e di messa in sicurezza idrogeologica, aumentando le risorse dedicate nel PNRR, anche con il contributo degli enti gestori del servizio idrico integrato.
Ramona Magno, coordinatrice scientifica dell'Osservatorio Siccità del CNR-IBE, sottolinea che «Se non vi sarà un’inversione di tendenza saranno fortemente colpite anche tutte le coltivazioni orticole estive, come insalata o pomodori. Probabilmente si dovranno ripensare alcune tipologie di colture o usarne varietà che siano più resistenti a periodi di siccità. Turnazioni irrigue molto più rigorose potrebbero diventare la norma. Si potrebbe arrivare anche a razionamenti di acqua per uso idropotabile in diversi comuni». Un quadro ch è già realtà, visto che in Piemonte questo inverno alcuni comuni sono stati riforniti di acqua tramite autobotti.
Greenpeace spiega che «Quel che sta cambiando è la frequenza e l'intensità di questi fenomeni estremi, un trend ascendente la cui velocità è inasprita e legata a doppio filo con i cambiamenti climatici. Per fronteggiare la siccità è dunque necessario adottare da subito politiche ambiziose per liberarci dalla dipendenza da petrolio, gas e carbone e ridurre le emissioni dei gas serra. Ma allo stesso modo è necessario modificare profondamente il nostro sistema agricolo - che assorbe circa il 50% dell’acqua dolce utilizzata in Italia ogni anno - modificando anche la superficie dedicata alle colture che richiedono più acqua. Il mais, ad esempio, seconda coltivazione italiana per volumi di acqua utilizzati, è quasi interamente assorbito dalla filiera mangimistica, e più del 45% dell’impronta idrica dei prodotti agricoli è imputabile a carne, latte e derivati».
Simona Savini, campagna Agricoltura di Greenpeace Italia, conclude: «Per ridurre i consumi idrici in agricoltura non bastano le soluzioni tecnologiche, ma è necessario agire in un’ottica di maggiore “efficienza alimentare”, anche attraverso la riduzione di produzioni e relativi consumi che comportano un maggior utilizzo di acqua, come quelle zootecniche e la relativa filiera mangimistica. Le dichiarazioni, istituzionali e non, sul tema della siccità, ruotano invece quasi tutte intorno alla stessa ipotetica soluzione: costruire nuovi invasi e bacini artificiali, nonostante le possibili minori precipitazioni future e l’aumento dell’evapotraspirazione a causa del riscaldamento globale, cosa che dovrebbe spingere alla cautela su questo tipo di infrastrutture, anche rispetto ai loro impatti ambientali. Canalizzazioni forzate e cementificazione hanno infatti ridotto le aree naturali in grado di "assorbire" l’acqua in eccesso durante gli eventi climatici estremi, impoverendo i corsi d’acqua e le falde, che rimangono sempre gli “invasi” migliori per immagazzinare le risorse idriche, più efficienti di qualsiasi infrastruttura».
L'articolo Giornata mondiale dell’acqua, Greenpeace: In Italia il 38% di risaie e coltivazioni irrigue a rischio siccità sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.
Siccità in Europa: un inverno eccezionalmente secco e mite ha colpito l’Ue sud-occidentale
In occasione del World water day Onu che si celebra oggi e in concomitanza con la pubblicazione del Synthesis Report, il capitolo conclusivo del sixth assessment presentato ieri dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea ha pubblicato il rapporto “Drought in Europe March 2023”, dal quale emerge che «La maggior parte dei Paesi del sud e dell’ovest dell’Ue sono colpiti da una siccità causa di preoccupazioni crescenti per l’approvvigionamento idrico, l’agricoltura e la produzione di energia».
Il JRC evidenzia che «A causa di un inverno eccezionalmente secco e mite, si riscontrano anomalie già considerevoli nell’umidità del suolo e nella portata dei fiumi, specialmente in Francia, in Spagna e nel Nord Italia. L’accumulo di neve nella regione alpina è stato ben al di sotto della media, persino a quella dell’inverno 2021-2022. Il risultato sarà una riduzione sostanziale del contributo dello scioglimento delle nevi alle portate dei fiumi nella regione perialpina nella primavera e all’inizio dell’estate 2023».
Il rapporto avverte che «Le precipitazioni delle prossime settimane saranno cruciali per determinare l’andamento della siccità attuale e dei suoi effetti. L’Europa e la regione mediterranea potrebbero andare incontro a un’estate estrema, simile a quella del 2022. La relazione raccomanda un monitoraggio attento e un uso appropriato dell’acqua, come pure l’attuazione di strategie di adattamento settoriali mirate e una cooperazione rafforzata, in quanto si prevede che tali modelli climatici e metereologici saranno più frequenti in futuro».
Il JRC MARS Bulletin, Crop monitoring in Europe del JRC sottolinea che «Nel sud della Spagna e in Portogallo si osserva un grave deficit di pioggia. I livelli di umidità del suolo sono molto bassi e le precipitazioni sono urgentemente necessarie. Inoltre, i serbatoi d'acqua per l'irrigazione nella maggior parte della Spagna meridionale rimangono a un livello molto basso, il che potrebbe anche avere un impatto sulla scelta delle colture per le semine primaverili. Nell'Italia settentrionale e centrale, il prolungato deficit di precipitazioni ha fortemente ridotto il livello dell'acqua negli invasi (anche sotto forma di manto nevoso in montagna) e sta destando preoccupazione per la disponibilità di acqua per l'irrigazione durante la tarda primavera e l'estate. I raccolti invernali in Ungheria, Austria, Romania, Bulgaria, Grecia e Cipro sono in buone condizioni, ma i livelli di umidità del suolo sono bassi e sono necessarie più piogge per soddisfare la crescente domanda idrica delle colture con l'avanzare della primavera».
Non va meglio sulla sponda sud del Mediterraneo: «La prolungata siccità nella regione del Maghreb ha già causato notevoli impatti negativi sui raccolti». Mentre in Turchia solo le regioni occidentali rimangono siccitose e in altre parti del Paese le recenti piogge abbondanti e localmente dannose hanno mitigato le condizioni di siccità.
Anche nella maggior parte della Francia, della Germania meridionale e del Regno Unito, il deficit di precipitazioni osservato da metà gennaio è stato mitigato da precipitazioni ben distribuite a marzo e nei prossimi 10 giorni sono previste ulteriori precipitazioni. Un eccesso di precipitazioni, finora per lo più benefico, si osserva nella Germania orientale, nella Romania occidentale e nella Russia meridionale».
Durante la prossima conferenza delle Nazioni unite sull’acqua, l’UeE unirà gli sforzi per fronteggiare la crisi mondiale dell’acqua e garantire la sicurezza idrica a tutti, annunciando 33 impegni ad agire subito, compreso quello sulla resilienza alla siccità.
L'articolo Siccità in Europa: un inverno eccezionalmente secco e mite ha colpito l’Ue sud-occidentale sembra essere il primo su Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile.
Subscribe to our magazine
━ popular
Attualità
Lady Gaga lancia un appello per la pace contro la violenza dell’ICE
Lady Gaga interrompe il concerto a Tokyo per denunciare le operazioni dell’ICE a Minneapolis e sostenere le comunità colpite dalla violenza. Lontano dalle luci del suo concerto a Tokyo, Lady Gaga si è fermata per esprimere un messaggio di solidarietà verso le comunità americane colpite dalla violenza dell’ICE a Minneapolis. Durante la sua esibizione, la … Continued
Musica e Spettacolo
With hair in the wind di Anna Dari, un brano che dà voce alla libertà negata
È un colpo allo stomaco avvolto nella seta, il suono lieve di un velo che cade e diventa vento. Disponibile sugli store digitali, “With...
Ambiente
Il Guatemala dice stop al petrolio per salvare la foresta Maya: chiusi i pozzi nel cuore della riserva dei giaguari
Il Guatemala ha deciso di non rinnovare il contratto di estrazione petrolifera su un’area di circa 30 chilometri quadrati all’interno della Laguna del Tigre, una delle aree più delicate della Riserva della Biosfera Maya. La sua è una scelta netta: rinunciare al petrolio per rafforzare la tutela di uno dei più importanti ecosistemi dell’America Centrale,...
Auto Motori e Automotive
Monovolume 2026: guida all’acquisto con prezzi fino a 40.000 €
Scopri le nuove monovolume 2026 e il loro ritorno come veicoli spaziosi e tecnologici per il comfort di tutta la famiglia
Ambiente
La sostenibilità scende in campo: nella finale di Coppa Italia femminile di volley distribuite maglie in PET riciclato
La finale di Coppa Italia femminile, andata in scena all’Inalpi Arena di Torino, non è stata soltanto una grande festa di sport. Accanto allo spettacolo offerto in campo da Conegliano e Scandicci, con la vittoria finale della formazione veneta, si è affermato anche un messaggio chiaro e concreto legato alla sostenibilità ambientale. Protagonista di questa...
