Tutto è successo intorno alla mezzanotte di sabato 25 luglio. I due protagonisti della vicenda, entrambi residenti nella zona, si erano isolati in un’area verde e isolata per fare un pic-nic notturno. Quello che doveva essere un momento tranquillo, però, si è trasformato in un incubo. Dopo una violenta lite, l’uomo è stato colpito da una profonda coltellata alla spalla destra.
A far scattare i soccorsi è stata una telefonata al 112. Quando i Carabinieri sono arrivati sul posto, hanno trovato la donna di 37 anni che vagava per strada. Era in totale stato di shock e aveva i vestiti sporchi di sangue. È stata lei stessa a chiedere aiuto ai militari e a portarli sul luogo esatto dell’aggressione, poco distante. Lì, per terra, i Carabinieri hanno trovato il 43enne che perdeva molto sangue.
L’ambulanza ha trasportato il ferito prima all’ospedale di Subiaco. Poco dopo, visto lo stato gravissimo dell’uomo, i medici hanno deciso il trasferimento immediato al Policlinico Umberto I di Roma, dove si trova tuttora in prognosi riservata. Nel frattempo, la donna ha iniziato a dare versioni confuse e piene di contraddizioni sul perché avesse colpito l’uomo. Sul luogo del delitto i militari hanno trovato e sequestrato l’arma: un coltello con una lama lunga ben 10 centimetri. Per la 37enne si sono quindi aperte le porte del carcere femminile di Rebibbia a Roma.

