HORMOZ – Lo Stretto di Hormuz è stato dichiarato libero dalle mine navali, ma sulle sue rotte commerciali continuano a transitare pochissime navi. È il paradosso di una crisi che, nonostante i segnali di riapertura del strategico passaggio marittimo, resta tutt’altro che risolta.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato il completamento delle operazioni di sminamento dei corridoi internazionali. L’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom, ha spiegato che le forze statunitensi hanno rimosso le mine navali attribuite all’Iran e che le principali rotte di navigazione sono ora libere.
Sul fronte commerciale, però, la situazione racconta una realtà molto diversa. Secondo i dati preliminari della società di monitoraggio Kpler, giovedì soltanto sette navi adibite al trasporto di merci hanno attraversato lo Stretto, contro le 17 registrate il giorno precedente e una media di circa 15 transiti giornalieri nell’arco degli ultimi dieci giorni. Il dato potrebbe inoltre essere soggetto a variazioni, anche perché alcune imbarcazioni possono disattivare i sistemi di tracciamento durante il passaggio.
La bonifica delle rotte rappresenta dunque un passo importante, ma non è sufficiente a riportare il traffico ai livelli precedenti alla crisi. Le tensioni nell’area restano elevate e sono ancora in corso i tentativi diplomatici per creare le condizioni necessarie a una vera normalizzazione della navigazione.
Lo Stretto di Hormuz rimane infatti uno dei principali punti strategici per il commercio mondiale di energia. Prima dello scoppio del conflitto, attraverso questo passaggio transitava circa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto movimentati a livello globale. Il traffico, dopo essere stato fortemente colpito dalla guerra e dalle minacce alla navigazione, resta oggi molto al di sotto dei livelli abituali.
La questione non è soltanto militare. Teheran sta discutendo con alcuni Paesi della regione, tra cui Oman, le condizioni per la ripresa della navigazione e per la gestione di un corridoio marittimo. Tra le richieste iraniane figurano la fine del blocco dei porti e l’allentamento delle sanzioni statunitensi.
Anche Washington continua a rivendicare il risultato ottenuto sul piano militare. Il presidente Donald Trump aveva già annunciato nei giorni scorsi che le mine erano state rimosse, avvertendo Teheran di non tentare una nuova operazione di minamento dello Stretto.
Per ora, quindi, Hormuz è formalmente più sicuro per la navigazione, ma non ancora tornato alla normalità. Le rotte sono state bonificate, ma gli armatori continuano a muoversi con estrema cautela. E il numero di navi che attraversano quotidianamente lo Stretto resta la fotografia più evidente di una crisi che, sul piano commerciale e geopolitico, è ancora aperta.

