TORINO – Un ultimo weekend francamente entusiasmante di Serie A. Il quinto, prima della sosta. La prima storica a perdurar tre settimane, per astinenza e disperazione di milioni di fantallenatori. Ma all’interno del quinto ed ultimo turno di Serie A, c’è stato altresì un episodio increscioso di cui si parla sempre più insistentemente nelle ultime ore.
Decine di ultras della Juventus, in occasione del minuto di silenzio e raccoglimento destinato a Sandro Mazzola immediatamente antecedente alla gara vinta con l’Atalanta, hanno voltato le spalle al campo in segno di protesta. Ma non solo: hanno macchiato il silenzio con cori deplorevoli, che hanno suscitato l’indignazione collettiva. Va detto che l’episodio va fortunatamente circoscritto ad una netta minoranza: il resto dell’Allianz ha rispettato commosso la memoria di uno dei più grandi rivali novecenteschi di sempre.
La Juventus, nelle ore immediatamente successive al match, è intervenuta chiaramente a gamba tesa discostandosi dalle decine di sostenitori incriminati: “Non c’è rivalità che possa giustificare la mancanza di rispetto durante un minuto di silenzio. Onorare la memoria e unirsi nel ricordo durante i momenti di commemorazione rappresenta una responsabilità comune che trascende appartenenze e colori” esprimerà il comunicato della Vecchia Signora diramato dai canali ufficiali del club.
Il fatto non è chiaramente passato inosservato agli ispettori federali presenti all’Allianz. Ed eccola la novità del lunedì: la Procura Federale ha infatti ufficialmente sollecitato il Giudice Sportiva a vagliare eventuali sanzioni, una volta inviato il referto. Si cercheranno i responsabili, ma non è escluso che possa pagar anche la stessa Juventus: possibile multa/ammenda, ma rischia altresì la chiusura del settore per il prossimo match interno.

