Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse da Civitella Alfedena, potrebbero non essere sole in questa fuga. Questa è diventata la pista principale seguita dagli investigatori che lavorano senza sosta al caso. Il procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, ha espresso forti dubbi sulla tesi di una fuga del tutto autonoma. Secondo il magistrato, infatti, due ragazzine così giovani non potrebbero nascondersi da sole per oltre dieci giorni senza farsi trovare (la scomparsa risale ormai a 13 giorni fa. Questo lungo periodo di tempo porta a ipotizzare in modo logico la presenza di un adulto che le stia aiutando e proteggendo in un rifugio sicuro.

Le due sorelle vivevano da circa due anni nella casa famiglia chiamata Ohf Hope, una struttura situata nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, a Civitella Alfedena. La sera del 6 giugno le ragazze erano state viste tranquille mentre giocavano a biliardino in un bar del piccolo paese. La fuga vera e propria è avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 giugno, in un orario compreso tra le due e le sei del mattino. Le ragazze sono scappate passando da una finestra della struttura che non aveva inferriate. Prima di andare via hanno preparato due zaini capienti con vestiti, scarpe e trucchi per il cambio. Hanno però deciso di lasciare i loro telefoni cellulari nella stanza per evitare che le forze dell’ordine potessero localizzarle attraverso le celle telefoniche. Purtroppo la struttura non era dotata di telecamere di sicurezza o di sistemi di allarme perimetrali che potessero registrare il momento esatto della loro uscita.

In questi giorni le ricerche si sono concentrate in varie zone d’Italia attraverso indizi precisi. Un medico della zona ha trovato un fermaglio rosso per capelli appartenente a Sarah su un sentiero boscoso non lontano dalla casa famiglia. Questo rappresenta il primo vero indizio fisico trovato dopo giorni di vuoto assoluto. Al tempo stesso le forze dell’ordine stanno perquisendo diverse zone del basso Lazio. Le ragazze sono infatti originarie di Minturno, in provincia di Latina, e si ipotizza che si nascondano a Fondi o a Scauri, dove possono avere dei punti di riferimento familiari o di amicizia. Le due ragazzine, inoltre, per un certo periodo hanno anche frequentato un Istituto Comprensivo di Cassino, dove pure le ricerche si sono concentrate nei giorni scorsi.
Alcuni testimoni del paese hanno inoltre segnalato la presenza di due persone sospette che si aggiravano nei pressi della struttura nei giorni precedenti alla scomparsa. Il padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, continua a lanciare appelli disperati ai giornalisti, dichiarando che il suo cuore gli dice che le sue figlie stanno ancora bene.

