15 Giugno 2026

Sora – Colpo al business delle onoranze funebri: confiscati beni per 2 milioni a due imprenditori, padre e figlio

Il decreto riguarda cinque società operanti nell’area del Sorano, oltre a tre terreni, cinque immobili e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo stimato intorno ai due milioni di euro
29 Maggio 2026
sora Dia onoranze funebri
Immagine di archivio

La DIA (Direzione Investigativa Antimafia), con il supporto degli uomini dell’Arma dei carabinieri, dalle prime luci dell’alba di oggi (venerdì 29 maggio) è intervenuta a Sora, in provincia di Frosinone, con un’importante operazione di polizia giudiziaria e con misure di prevenzione patrimoniale, coordinata dalla Procura di Roma. I principali interventi hanno riguardato sequestri e confische per milioni di euro nei confronti di imprenditori locali.

I dettagli dell’operazione

La Direzione Investigativa Antimafia ha dato esecuzione a un provvedimento di confisca disposto dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di due imprenditori residenti a Sora, padre e figlio, attivi nei settori delle onoranze funebri, della vendita di fiori e del commercio di pellet. Entrambi risultano gravati da numerosi precedenti penali, in particolare per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti.

I due imprenditori, padre e figlio appartenenti ad una famiglia di origini campane ma da molti anni ormai stanziale a Sora, erano già stati condannati per reati connessi agli stupefacenti nell’ambito di un’indagine culminata con il loro arresto nell’ottobre 2020. L’inchiesta aveva fatto emergere il duro scontro tra due gruppi criminali rivali per il controllo delle piazze di spaccio nel Sorano, nel Cassinate e in alcune aree dell’Avezzanese. Durante le investigazioni erano emersi episodi di forte violenza e intimidazione.

Le attività investigative condotte dal personale della DIA di Roma hanno consentito di ricostruire le modalità con cui i due soggetti e i loro familiari avevano acquisito partecipazioni societarie e beni patrimoniali, evidenziando una marcata sproporzione tra i redditi ufficialmente dichiarati e il patrimonio accumulato negli anni in cui sarebbero stati commessi i reati contestati.

Gli accertamenti hanno inoltre permesso di delineare in maniera approfondita il collegamento tra interessi economici e attività criminali, attraverso l’analisi del materiale investigativo raccolto nel tempo e delle prove emerse nel corso del procedimento davanti alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, che ha emesso il provvedimento oggi eseguito.