2 Luglio 2026

Soft-power? La diversificazione dei centri di ricavo. Il caso dell’Arabia Saudita

Vision 2030 è un percorso verso il futuro. Rappresenta un piano profondamente ambizioso e trasformativo che mira a sbloccare il vasto potenziale dell’Arabia Saudita, rendendola una nazione leader a livello globale, innovativa e diversificata. Questa è una traduzione più o meno letterale dell’incipit del report delle attività condotte a 5 anni dalla pubblicazione del piano,…
20 Novembre 2022
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Vision 2030 è un percorso verso il futuro. Rappresenta un piano profondamente ambizioso e trasformativo che mira a sbloccare il vasto potenziale dell’Arabia Saudita, rendendola una nazione leader a livello globale, innovativa e diversificata.

Questa è una traduzione più o meno letterale dell’incipit del report delle attività condotte a 5 anni dalla pubblicazione del piano, ed è interessante notare come, il documento identifichi tra gli asset più importanti del piano la storia dell’Arabia Saudita, il proprio patrimonio culturale e la propria cultura.

Si tratta dunque di una manifestazione del soft-power? Sicuramente, ma non nel senso con cui in Italia viene tradizionalmente interpretata questa espressione.

Nel nostro Paese, infatti, il termine soft-power è fortemente legato alla componente culturale. Ma ad avere influenzato la visione saudita più che la cultura occidentale, è la sua economia.

L’intero piano, infatti, può essere piuttosto raccontato in questo modo: l’elevata dipendenza dal petrolio rischia di ridurre l’influenza saudita nel mondo, condizione che potrebbe indebolirne la posizione internazionale conducendo a potenziali rischi di instabilità geopolitica.

Con Vision 2030 l’Arabia Saudita diversifica la propria