CUNEO – Una donna di 70 anni ritrovata dopo cinque giorni di ricerche e due alpinisti recuperati sul Monte Rosa. Sono diversi gli interventi di soccorso effettuati nelle ultime ore tra Piemonte e Valle d’Aosta, con l’impiego di tecnici, elicotteri e strumenti tecnologici per individuare e mettere in salvo le persone in difficoltà.
I militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, insieme al personale del Cnsas, hanno individuato e tratto in salvo l’escursionista cuneese che risultava dispersa da lunedì in alta Valle Stura, nel territorio di Vinadio, in provincia di Cuneo.
La donna, 70 anni, è stata ritrovata su un versante diverso da quello sul quale si erano concentrate inizialmente le ricerche. Quando è stata raggiunta dai soccorritori si trovava in condizioni di ipotermia.
Dopo essere stata stabilizzata, l’escursionista è stata elitrasportata all’ospedale Santa Croce di Cuneo dall’elicottero del servizio regionale di Azienda Zero Piemonte.
Le operazioni di ricerca si sono protratte per cinque giorni e hanno visto l’impiego di droni e dell’elicottero della Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Venegono, in provincia di Varese. A bordo era presente anche l’IMSI Catcher, una particolare strumentazione utilizzata per la localizzazione di persone disperse o in pericolo.
L’assenza di un segnale telefonico ha reso più complesse le operazioni, costringendo i soccorritori ad ampliare progressivamente l’area di ricerca. La svolta è arrivata quando la 70enne è stata individuata sul versante opposto rispetto a quello inizialmente battuto dalle squadre.
Un secondo intervento ha impegnato il Soccorso Alpino valdostano nella zona del Monte Rosa, dove due alpinisti tedeschi si sono trovati in difficoltà sul ghiacciaio del Lys, a circa 3.850 metri di quota.
I due stavano procedendo legati in cordata verso la Capanna Margherita quando, probabilmente dopo aver perso la traccia, sono entrati in una zona particolarmente insidiosa e caratterizzata dalla presenza di numerosi crepacci, sotto la parete Ovest della Piramide Vincent.
Durante l’attraversamento di un crepaccio molto largo e profondo, il secondo di cordata è scivolato precipitando per circa 25 metri e trascinando con sé il compagno che si trovava a monte.
Quest’ultimo non è riuscito a trattenere la caduta ed è stato trascinato verso valle. Durante la caduta ha riportato una frattura alla caviglia sinistra ed è rimasto bloccato su un ponte di neve, senza la possibilità di prestare aiuto al compagno.
I tecnici dell’elisoccorso del Soccorso Alpino valdostano sono intervenuti mettendo innanzitutto in sicurezza la cordata.
L’alpinista ferito è stato recuperato e affidato alle cure del medico. Subito dopo i soccorritori hanno raggiunto anche il compagno, che nel frattempo si trovava sul fondo del crepaccio, riuscendo a estrarlo e portarlo in salvo illeso.
Due interventi diversi, ma accomunati dalla stessa sfida: raggiungere persone in difficoltà in ambienti impervi e particolarmente delicati, dove anche poche ore possono fare la differenza.

