Per la prima volta finalissima anche a Montecarlo. Sinner senza freni, fino in fondo per la prima volta in carriera anche sul rosso del Principato di Monaco. Che adesso non aspetta nient’altro che d’ammirar la finalissima più attesa: i due più forti di quest’era, i due mostri generazionali, Jannik vs Carlos Alcaraz, che ha appena battuto Vacherot. E stavolta torna a valer tanto, perché in palio c’è il primato al mondo ATP: Carlos ha finito i bonus, se Jannik fa l’impresa pure nel Principato allora è sorpasso.
Ma andiamo per gradi. Perché Sinner arriva alla finalissima a vele spiegate, mantenendo sul rosso transalpino lo stesso straordinario trend che ha contraddistinto il panorama oltreoceano. Dopo quel meraviglioso Sunshine Double con cui s’è tuffato tra i più grandi della storia, arriva pensate a 21° vittorie consecutive. Già perché nonostante i pronostici parlassero di insidia e ponessero di fronte a sé il terzo tennista del momento, s’è letteralmente divorato Zverev. Punteggi clamorosi: 6-1 e 6-4. Una macchina infallibile, perfetto dall’inizio alla fine, impotente quel tedesco tra l’altro stremato per le tre ore di battaglia del giorno prima con Fonseca.
Non c’è stata storia. Straordinario Sinner. Che centra per la prima volta la finalissima sul Principato, la 12° dei Masters 1000, la quarta consecutiva quest’anno, ma soltanto la seconda della sua carriera dei 1000 sul rosso. Un italiano torna in finale a Montecarlo solo 12 mesi dopo Musetti, sperando stavolta di scrivere un finale differente. Non vince un azzurro dal 2019, da quando Fognini sorprese tutti.
Dopo Indian Wells e Miami può far filotto, sarebbe stellare. Anche perché significherebbe aver battuto il rivale campione in carica, che di match point in questi mesi ne ha persi tanti, e sorpassarlo in classifica: tornare a guardar tutti dall’alto verso il basso. In così poco tempo, vertiginosamente.


