MILANO – In queste ore a Milano. Sorridente, sfila. D’altronde Gucci, moda e marketing rappresentano tutt’altro binario e pure Re Jannik è una figura sempre più universale, oltre lo sport. Ma il campionissimo altoatesino, dal punto di vista tecnico, vive ore delicatissime. Che col sorriso cerca di mascherare.
Adesso è ufficiale, decisione presa assieme al suo staff: salta pure Pechino. Quel che si temeva, è realtà. E quel ritorno che continua a tardare, quell’astinenza che si protrae, certamente non lascia tranquillo nessuno. Tantomeno i suoi fan. Abdicherà quel 500, l’ennesimo, in cui era campione in carica. Lo fa con un annuncio social, un video mozzafiato, emozionato e dispiaciuto, in cui saluta tutti i suoi fan d’Oriente: “Ciao a tutti, voglio salutare i tifosi cinesi, sono molto dispiaciuto di dover annunciare di non poter giocare a Pechino quest’anno. Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei e non sono ancora in grado di competere. Ma farò il possibile per tornare in campo il prima possibile. Mi mancherà molto l’atmosfera di Pechino e difendere il titolo. Ho vissuto grandi momenti in Cina e sono molto dispiaciuto di non poter difendere il titolo. ma sarò molto felice di tornare l’anno prossimo. Vi auguro un grande torneo”.
TENDINOPATIA Adesso Zverev, sornione, punta a farsi sempre più sotto. Punta a sfruttare la protratta assenza del numero uno, per minarne primato ATP. C’è proprio quel primato 2026 da difendere, serve tornare in campo. Sinner avverte la pressione ma non può forzare: quel maledetto ginocchio destro, quella maledetta tendinopatia, continua a non permettergli di allenarsi al massimo. Dopo tre settimane di J Medical a Torino, è tornato nel suo quartier generale di Montecarlo: ha accolto Cobolli, allenamenti insieme, ma due velocità differenti. Jannik non poteva alzare i carichi.
SHANGHAI O VIENNA? E adesso? Saltato ufficialmente Pechino, fronte swing asiatico restano soltanto i Masters 1000 di Shanghai. Quel che forse è sempre stato il vero obiettivo da agosto, saltati gli US Open. Ma a questo punto, tutto torna in discussione. In fondo, Shanghai calza soltanto seconda settimana d’ottobre: siamo troppo a ridosso, papabile forfait. Lo stesso, il medesimo. E nuvoloni, a questo punto. Il target successivo diventa Vienna, a fine ottobre. Ha già confermato presenza austriaca, forse nel mirino adesso passano proprio le Alpi.

