25 Ottobre 2026

Sinner e destini rivali: nel giorno del congedo.. trionfano Alcaraz e Djokovic

Parliamo di mostri. Esattamente come Re Sinner. Ancora, seppur per poco, N1 al mondo. Poi lascerà il passo ad un tennista molto forte che chiuderà l'anno solare 2026 davanti a tutti, il tedesco Zverev. Forte, ma tutt'altro che mostro. I mostri, quelli sacri, sono altri. Se il tedesco nell'anno della consacrazione s'è preso le sue…
6 Ottobre 2026
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Parliamo di mostri. Esattamente come Re Sinner. Ancora, seppur per poco, N1 al mondo. Poi lascerà il passo ad un tennista molto forte che chiuderà l’anno solare 2026 davanti a tutti, il tedesco Zverev. Forte, ma tutt’altro che mostro. I mostri, quelli sacri, sono altri. Se il tedesco nell’anno della consacrazione s’è preso le sue rivincite e chiuderà davanti a tutti, è chiaramente soltanto per gli infortuni di Alcaraz e soprattutto di Sinner, i due generazionali, quei mostri che scandiranno proprio questa e la prossima generazione.

ALCARAZ Destini sorprendenti, a volte beffardi, perché proprio nel giorni in cui Sinner ha deciso di diramare la sua decisione, bene, vincono trofei importanti sia Carlos Alcaraz che Nole Djokovic. Carlos in preparazione per Shanghai aveva scelto Tokyo, dove vince ancora, dove si conferma campione in carica. Non vinceva da 224 giorni, sette mesi fa, all’epoca era Doha, sempre un ATP 500. Adesso, battendo in finale Lehecka sempre osso duro tra tiebreak e 6/4 a dimostrazione che quella ceca è una generazionale e scuola d’alto livello, è tornato al successo, mettendosi definitivamente alle spalle una stagione complicata che non gli ha permesso di prender parte agli appuntamenti più importanti, da Roma a Wimbledon.

DJOKOVIC Ebbene sì, ha vinto pure Nole. Ha vinto ancora. A dispetto di chi, per scene tra dolori alla schiena e conati US Open lo dava per finito o sul viale del tramonto un mese in America, oggi si rifà dall’altra parte del pianeta. A casa sua, nella sua Pechino, dove non s’è stufato di battere e scandire la storia che Nadal ha scritto a Roland Garros: 34 successi consecutivi contro i 31 dello spagnolo in terre francesi, 102° trofeo alzato al cielo, un ATP 500 che resta a casa e che conferma quanto e come non si sia ancora stancato di primeggiare. Lui, mostro sacro sì, ponte tra due ere, nesso incredibile. S’è arreso De Minaur, problema all’adduttore al secondo set: standing ovation per Djokovic, ancora una volta imperatore di Pechino.