25 Agosto 2026

Si scrive Mora, si legge Roma: ecco il gioiellino per Gasp, l’anagramma del destino

ROMA - Finalmente Rodrigo Mora. L'intrigo è finito. S'è risolto, in direzione giallorossa. Regia dell'agente più influente al mondo, Jorge Mendes, che ha mosso fili e tessuto trame tra D'Amico ed il presidente del Porto, Villas Boas. Una trattativa durata più di una settimana: non semplice, perché se proprio i Dragoni ne dovevano far a…
19 Agosto 2026

ROMA – Finalmente Rodrigo Mora. L’intrigo è finito. S’è risolto, in direzione giallorossa. Regia dell’agente più influente al mondo, Jorge Mendes, che ha mosso fili e tessuto trame tra D’Amico ed il presidente del Porto, Villas Boas. Una trattativa durata più di una settimana: non semplice, perché se proprio i Dragoni ne dovevano far a meno, volevano le loro condizioni.

L’accordo definito nella notte tra lunedì e martedì: 25 milioni subito, altrettanti il prossimo anno, altrimenti il 50% della futura rivendita. La Roma stappa lo spumante. Il nullaosta per viaggiare nella Capitale e l’atterraggio a Ciampino nel tardo pomeriggio: solite centinaia di tifosi romanisti che hanno sfidato file, attese e caldo per contagiarlo immediatamente, per trasmettergli tutta la loro passione. Nella speranza che negli anni si prende la Roma e che diventi beniamino dell’Olimpico.

Gasp non ottiene il trequartista di centrosinistra fatto e finito, probabilmente; ma ottiene un gioiello che non vede l’ora di plasmare, con cui e soprattutto su cui non vede l’ora di lavorare. In mattina visite mediche di rito a Villa Stuart, ancora sorrisi, quindi il comunicato ufficiale: “L’AS Roma è lieta di annunciare l’arrivo di Rodrigo Mora dal Porto. L’operazione si conclude con l’acquisto a titolo definitivo. Il fantasista, classe 2007, con la prima squadra dei “Dragões” ha collezionato 80 presenze e 16 gol. Per la nuova avventura in giallorosso, Mora ha scelto la maglia numero 86. Benvenuto a Roma, Rodrigo!”. 

Nell’ultimo anno il Porto è tornato sul tetto del Portogallo, col capolavoro Farioli. Ma il predestinato, che debuttò anni fa in prima squadra nemmeno sedicenne, ha giocato meno. S’è espresso a corrente alternata: nel trionfo dei Dragoni, non è stato l’asso decisivo. Per questo, per la prima volta, il ragazzo ha considerato l’idea di riprendere il discorso di sviluppo del suo potenziale altrove: ecco perché Roma, ecco perché Gasp, meta perfetta per riprendere immediatamente l’esplosione verso l’alto.