15 Giugno 2026

Shein: “Non chiamateci campioni dell’ultra fast fashion. Siamo un esempio di moda on-demand”

In un’industria dove l’impatto ambientale e la sovrapproduzione sono questioni centrali, Shein sostiene di distinguersi grazie a un modello produttivo che produce soltanto sulla base della reale domanda. Al Venice Sustainable Fashion Forum, Peter Pernot-Day, responsabile delle Relazioni Strategiche per Shein in Nord America ed Europa, difende la visione e il modello produttivo del brand,...
28 Ottobre 2024
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Il colosso dell’e-commerce cinese è intervenuto al Venice Sustainable Fashion Forum con una nuova narrativa di sé. L’azienda sembra voler rispondere alle crescenti pressioni da parte di consumatori, organizzazioni ambientaliste e autorità di regolamentazione, che chiedono maggiore trasparenza e impegno in direzione della sostenibilità (ambientale e sociale)

In un’industria dove l’impatto ambientale e la sovrapproduzione sono questioni centrali, Shein sostiene di distinguersi grazie a un modello produttivo che produce soltanto sulla base della reale domanda.

Al Venice Sustainable Fashion Forum, Peter Pernot-Day, responsabile delle Relazioni Strategiche per Shein in Nord America ed Europa, difende la visione e il modello produttivo del brand, contestando l’etichetta di “ultra fashion” o “fast fashion”. Ad Andrea Cabrini, direttore di Class CNBC e Class Life che l’ha intervistato proprio a Venezia, Pernot-Day ha spiegato: “Non usiamo il termine fast fashion né ultra fashion. Preferiamo definirci moda on-demand”.

La proposta di Shein

Ma come funziona, concretamente, questo modello? “I nostri designer producono una tiratura iniziale di soli 100 capi per ogni articolo. Questi vengono messi in vendita sui nostri siti web di e-commerce