SHANGHAI (CINA) – E meno male che senza Re Sinner avrebbero dovuto tutti far quello sforzo in più. Per cercare di non far sentire al popolo azzurro l’assenza ormai protratta del numero uno al mondo, che ne avrà fino al nuovo anno e che a dicembre abdicherà ufficialmente a Zverev.
Invece all’appuntamento conclusivo e più prestigioso dello swing asiatico, la kermesse azzurra è stata un autentico disastro. Ai Masters 1000 di Shanghai fuori tutti gli italiani che sarebbero dovuti esser protagonisti, qualcuno che per dimensione era francamente chiamato a far molta più strada: tutti fuori ai primi turni, nessun azzurro al terzo turno. Incredibile ma vero.
Sette su sette. A completare l’opera delle delusioni c’ha pensato Luciano Darderi, divorato in due set da Tsitsipas, oggi soltanto N43 al mondo. Un miss-match che fa francamente male, anche se non impallidire come la sconfitta di Musetti all’ombra di sé stesso con Zhou.
Decisamente più a testa alta Matteo Arnaldi, che quest’anno ha iniziato a dar fastidio ai più forti, come dimostra quanto e come lo stesso Fritz abbia dovuto faticar per passare il turno: quantomeno al sanremese concediamo la sfortuna dei sorteggi. Male Berrettini, malissimo Cobolli, troppo acerbi ancora Cinà e Bellucci.

