Vittorio Sgarbi si presenta all’improvviso in Comune per sostenere la candidatura di Viterbo a capitale europea della Cultura. Il sottosegretario, assessore alla Bellezza nella giunta Frontini, non aveva mai presenziato finora in Consiglio comunale. Oggi, per l’occasione, è intervenuto parlando ai colleghi d’aula.
“La cultura – ha detto Sgarbi – è una medicina. Dopo i tempi del Covid, del distanziamento sociale e del coprifuoco, ne abbiamo tutti bisogno. La prima capitale europea della Cultura fu Atene, poi toccò a Firenze nel 1986 ma nessuno di noi se ne ricorda. Nel 2000 fu Bologna e nessuno se ne accorse. Nel 2004 Genova e sempre nessuno se n’è accorto. Nel frattempo, città come Venezia, Ravenna, Lecce, Mantova, Urbino e assisi hanno perso. Allora si è cominciato a prendere consapevolezza e a pensare ad un premio di consolazione, così il ministro Franceschini inventò la capitale italiana della Cultura. Da lì è nata una frenesia per cui ogni città vuole concorrere per essere capitale italiana e non europea”. Una bramosia che non ha interessato Chiara Frontini, che ha puntato più in alto.
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