Adesso sì che è arrivato il momento. Lo sa D’Amico, lo sa la dirigenza, lo sa soprattutto Gasperini. Chi Roma ha imparato a conoscerla. Soprattutto perché la delusione Celik è stata mediaticamente difficile da digerire. La Roma è chiamata a sferrare un colpo in entrata, un colpo di quelli importanti, perché Gasp vuol rinforzi che elevino dimensione del team; altrimenti, meglio restare così.
Sfumato Greenwood e concepite le difficoltà per arrivare a Garnacho, che interessa eccome ma che forse non costituisce il vero e proprio sogno (si valuta, in caso di assenza di grossa concorrenza, l’idea d’aspettare ancora per strappar condizioni migliori come una base di prestito con semplice diritto, ma serve tempo), la Roma si tuffa sulla sintesi tra i due: ala destra e sinistra, Summerville del West Ham.
Scheggia fulminea, ma tosto e con gran capacità di calcio, oltre che naturalmente grande qualità a finalizzar l’ultimo passaggio (la Roma cerca proprio quel tipo di qualità, per servire Malen nello spazio). E’ stato uno dei pochi a trascinar un West Ham poi retrocesso, tra gol e assist, così come tante giocate. La retrocessione aiuta. Ha interesse in Premier, dopo aver fatto bene tra l’altro ai Mondiali, ma nessuno in Inghilterra sembra fin qui aver sferrato il colpo giusto.
Ecco che la Roma si inserisce. Il West Ham chiede 45 milioni, sì, ma di sterline. Trattabili, servono almeno 50 milioni di euro. Operazione difficile e costosissima, ma il DS D’Amico nelle ultime ore non ha fatto una mossa banale: ebbene sì, ha strappato l’accordo con gli agenti ed incassato gradimento del calciatore. Ora la Roma potrà andar a Londra in posizione di maggior forza. Parte l’assalto a Summerville.

