Due poltrone per quattro. Due coroneranno il sogno, le altre saranno costrette a passare dal purgatorio dei playoff, dai quali soltanto una riuscirà. Parliamo della Serie B e dallo scenario designato dall’ultima giornata di campionato. Siamo a fine inverno, i blocchi definitivi si stanno componendo, le forze si sono assestate.
E lassù, per la promozione diretta, sarà battaglia a quattro realtà ed altrettante città per le prime due posizioni. C’è il Venezia oggi capolista che non sbaglia un colpo, come mostra pure l’ultimo successo sulla Reggiana. Da sola in testa a quota 63, perché si stacca quel Monza che sembrava a gonfie vele invece travolto a La Spezia, segno tangibile di come la cadetteria sia terra difficile, tortuosa, impronosticabile.
Sorride in tal senso proprio chi l’inverno l’aveva battezzato divinamente, quel Frosinone che giovane cavallo rampante s’era preso la testa della classifica, prima di perder campo nel lungo inverno: col tris su una nobile decaduta come la Sampdoria (che ha significato tanto a Genova, ennesimo cambio di rotta con esonero della coppia Foti-Gregucci per blucerchiati ancora in torbidissime acque) i giallazzurri sono tornati a 58, a due sole lunghezze dai brianzoli.
Dietro di loro, la rincorsa entusiasmante del Palermo, sette successi nelle ultime dieci, ieri corsaro pure a Carrara: rosanero a 57. Da 63 a 57, dunque, quattro città che sognano nel lasso di sei punti. Una differenza piccola, tutt’altro che insormontabile e totalmente ribaltabile, nell’arco della primavera. Già, ultime curve: sarà finale mozzafiato.


