Adesso sì, probabilmente sviscerato ogni orizzonte. Col Venezia capolista in fuga e col Palermo quarta forza costretta a questo punto a ripartire dai playoff per sognare la promozione, per l’altro posto che significherà direttamente Serie A è definitivamente Monza-Frosinone. Un duello da cavalleria rusticana. Forse addirittura western, a colpi di coda tra sorpassi e controsorpassi. Il Frosinone era riuscito a metter la freccia, fantascienza settimane fa; prima di farsi riacciuffare proprio dal Palermo venerdì sera, spianando la strada al Monza dell’ex tecnico Bianco che col Bari non poteva e puntualmente non ha sbagliato. Siamo adesso 69 a 69 a quattro dalla fine, sarà volata all’ultimo sangue.
Un duello tra squadre pensate e costruite in maniera diametralmente opposta. Anche a livello di ingaggi, il Monza ha mantenuto in blocco l’ossatura della Serie A; quindi mentalità ed esperienza che affrontano un team più giovane, come quello giallazzurro del maestro Alvini, più sfavillante, divertente e letale in transizione. La grande squadra contro l’espressione: chi la spunterà all’ultimo respiro?
Senza girarci intorno però, al centro delle storie più belle da raccontare e giustamente in copertina, c’è Antony Iannarilli. Già, il secondo estremo difensore dell’Avellino, che sfruttando la chance da titolare a 35 primavere suonate ha deciso di saltar più in alto di tutti all’ultimo respiro siglando di testa il fokloristico 1-1 col Catanzaro. E non è la prima volta, pensate: già 11 anni fa era andato a segno, tal portiere goleador, quando difendeva i pali del Gubbio ed affrontava il Grosseto. Storie e destini del ragazzo d’Alatri che non ha mai mollato, nemmeno dopo quel drammtico infortunio alla milza con cui anni fa rischiò addirittura la vita. Una storia che si ripete, una storia bellissima.


