27 Luglio 2026

Sequestrata a Tuscania da ex marito e cognato, salvata in Croazia

TUSCANIA - Si è conclusa con la liberazione della vittima e l'arresto dei due presunti responsabili una complessa indagine internazionale coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Tuscania. Protagonista della vicenda una donna macedone di 46 anni, residente a Tuscania, sequestrata nella notte del 21 giugno scorso e…
15 Luglio 2026

TUSCANIA – Si è conclusa con la liberazione della vittima e l’arresto dei due presunti responsabili una complessa indagine internazionale coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Tuscania. Protagonista della vicenda una donna macedone di 46 anni, residente a Tuscania, sequestrata nella notte del 21 giugno scorso e ritrovata sana e salva oltre tre settimane dopo a un valico di frontiera in Croazia, mentre i suoi rapitori tentavano di raggiungere la Macedonia del Nord.

Il sequestro

Tutto ha inizio verso le 2.40 del 21 giugno, quando l’ex marito della donna – già denunciato tre giorni prima per maltrattamenti in famiglia e minacce di morte – avrebbe sfondato il portone dell’abitazione della vittima, nel centro storico di Tuscania, per poi introdursi con la forza nell’appartamento. Alcuni residenti, svegliati dalle urla, hanno allertato il 112: secondo le loro testimonianze, due uomini avrebbero caricato di forza una persona avvolta in un lenzuolo su una station wagon, dileguandosi rapidamente.

La caccia all’uomo tra tecnologia e diplomazia

Da quel momento si è attivata una macchina investigativa su più fronti: localizzazione delle utenze telefoniche, intercettazioni d’urgenza, controlli sui caselli autostradali e verifiche finanziarie, oltre alla diffusione delle ricerche a livello nazionale e internazionale. I sospettati si erano subito disfatti dei cellulari per non farsi rintracciare, ma gli investigatori sono comunque riusciti a identificare l’auto utilizzata nella fuga, con targa tedesca e intestata al fratello dell’ex marito, giunto apposta dalla Germania.

Ipotizzando che i due stessero puntando verso la Macedonia del Nord, Procura e Carabinieri hanno attivato i canali di cooperazione internazionale attraverso il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP) e il sistema di allerta Schengen. La svolta è arrivata grazie alla polizia croata, che ha intercettato il veicolo a un valico di confine: a bordo, insieme ai due uomini, c’erano la vittima e uno dei figli minori della coppia.

Le condizioni della donna e i provvedimenti

Sottoposta a controlli, la donna presentava lesioni al volto e agli arti superiori e ha raccontato di essere stata aggredita e costretta ad allontanarsi contro la propria volontà. È stata immediatamente messa in salvo e affidata, insieme al figlio minore, a una struttura protetta.

Sulla base degli elementi raccolti – testimonianze, accertamenti tecnici, dati di localizzazione, immagini dei caselli autostradali e documentazione trasmessa dalle autorità croate – il G.I.P. del Tribunale di Viterbo ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi gli indagati, accusati di sequestro di persona aggravato in concorso; per l’ex marito si aggiunge l’accusa di maltrattamenti in famiglia. È stato inoltre emesso un Mandato di Arresto Europeo, eseguito dalle autorità croate.

L’estradizione

Uno dei due indagati è già stato trasferito in Italia e condotto nella Casa Circondariale di Viterbo, mentre si attende il completamento della procedura di consegna anche per il secondo. Le indagini proseguono per accertare eventuali complicità ulteriori.

Si ricorda che gli indagati sono, allo stato, presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.