• 15 Gennaio 2022
  • No Comment
  • 37

Sentenza Tar, vince il Comitato Cura Domiciliare, fine della “vigile attesa”

Sentenza Tar, vince il Comitato Cura Domiciliare, fine della “vigile attesa”

“È onere imprescindibile di ogni sanitario di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito”.
Con questa motivazione alla sentenza il Tar Lazio ha accolto il ricorso presentato dal Comitato Cura Domiciliare Covid-19, a firma del presidente e avvocato Erich Grimaldi e dell’avvocato Valentina Piraino, contro le linee guida ministeriali del 26 aprile 2021, per il trattamento domiciliare dei malati Covid. La Prescrizione dell’AIFA”, continua il Tar, “come mutuata dal Ministero della Salute, contrasta con la richiesta professionalità del medico e con la sua deontologia professionale, imponendo, anzi impedendo l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto della malattia COVID-19, come avviene per ogni attività terapeutica”.
Quindi, conclude il tribunale amministrativo, “il contenuto della nota ministeriale, imponendo ai medici puntuali e vincolanti scelte terapeutiche, si pone in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicata dalla scienza e dalla deontologia professionale. Per tali ragioni il ricorso deve essere accolto”.
“Finalmente un punto fermo a una battaglia che portiamo avanti da due anni, è la fine della vigile attesa”, ha spiegato il presidente CDC-19 avvocato Erich Grimaldi, “per dimostrare che le linee guida ministeriali fossero di fatto uno strumento per vincolare i medici di medicina generale alle eventuali responsabilità che derivano dalla scelta terapeutica” ecco come, ha aggiunto Grimaldi “il Governo, andando a vincolare i medici, ha di fatto privato i cittadini delle cure domiciliari precoci, paralizzando la sanità territoriale, e portato al collasso il sistema ospedaliero, con tutte le drammatiche conseguenze che migliaia di famiglie conoscono purtroppo molto bene”.
“Le scelte terapeutiche sono da sempre un dovere e un diritto dei medici, eppure chi ha curato a casa è stato ingiustamente bistrattato e accusato più volte di agire in malafede”, ha dichiarato la portavoce di CDC-19, Valentina Rigano, “invece di ascoltare e recepire le costanti richieste di collaborazione che abbiamo più volte proposto al Ministero, per trovare una soluzione comune all’emergenza, chi ha preso decisioni ha ignorato le capacità e l’esperienza di migliaia di medici”. Poi ha concluso, “questa decisione cristallizza una volta per tutte quale sia il ruolo del medico di medicina generale, ovvero agire e non lasciare i malati Covid ad attendere l’evolversi della malattia”.
 
di Valentina Rigano
Fonte: coraggiosamente.it

Articoli correlati

Sanitari ucraini e sanitari italiani: Ucdl chiede chiarimenti

Sanitari ucraini e sanitari italiani: Ucdl chiede chiarimenti

Una crisi del sistema sanitario, messo a dura prova dalla pandemia, ha necessità di un supporto,…
Finalmente uno studio sulle terapie domiciliari precoci dopo 18 mesi di battaglie del gruppo TDC-19

Finalmente uno studio sulle terapie domiciliari precoci dopo 18 mesi di battaglie del gruppo TDC-19

Uno studio per cristallizzare la validità degli approcci domiciliari precoci, sarà avviato in tempi brevi dall’Istituto Mario…
Cure Domiciliari: esposto dell’avvocato Grimaldi su gestione malati a casa

Cure Domiciliari: esposto dell’avvocato Grimaldi su gestione malati a casa

L’avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato Cura Domiciliare Covid-19, ha depositato un esposto presso la Procura della Repubblica di…

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.