TRIGORIA (ROMA) – Giorni di relativa tranquillità a Trigoria. La squadra, senza i tanti nazionali, è tornata ad allenarsi. Per digerire un marzo che soprattutto a livello ambientale ha lasciato strascichi. Qualcuno ha messo in discussione la figura di Gasperini, non ci si risulta però che l’idea sia mai balenata all’interno dei dirigenti della Roma.
Le scorie della rovente eliminazione in Europa League e quella serie di sconfitte domestiche che invece ha compromesso il quarto posto si fanno sentire. Sugli imputati, per più di qualcuno, un blocco che oltre il quinto o sesto posto ha dimostrato di non poter andare. Volti iconici del discorso? Ancora Mancini e Cristante, i leader storici dell’era mourinhano ed ancora senatori dello spogliatoio di Trigoria. Che in queste ore sono impegnati in Nazionale e resteranno con la banda Gattuso fino a martedì sera, per la trasferta in Bosnia che in chiave Tricolore scioglierà ogni dubbio sulle sorti iridate degli azzurri.
Al rientro, però, potrebbero esser immediatamente chiamati in sede. Ed è questa la notizia. Ormai nell’aria da tempo, adesso però mature le circostanze per metter nero su bianco, come fanno tanti club che durante la sosta pianificano e definiscono già il futuro. Passato e presente, ma anche per l’appunto futuro. Mancini e Cristante sono pronti a rinnovare il loro contratto. Fedeltà e legame giallorosso, ormai romanisti acquisiti, entrambi estenderanno quei contratti in scadenza 27 fino al 2030. Più di qualcuno non festeggerà, ma Gasp e la Roma vogliono costruire i prossimi anni ancora contando su di loro.


