Sorprese? Sì, o meglio forse. Alcune grandi, altre ormai realtà. La notte oltreoceano ha narrato i primi grossi scogli ribaltati, le prime grosse ma veramente grosse eliminazioni di questo folle Mondiale americano a 48 squadre. I sedicesimi, purgatorio e terre di mezzo, erano un semaforo troppo scivoloso. Un semaforo che avrebbe potuto cancellare quanto fatto ai gironi; e francamente.. immeritatamente. Una novità, che avrebbe coinvolto addirittura otto terze, che hanno avuto e avranno ancora la possibilità di batter le prime. In una botta secca, si sa, può succedere di tutto.
Come il Paraguay che terza forza del suo gruppo a seguito del pari da sonniferi e reti inviolate con l’Australia si guadagna la Germania; in 120 minuti può succedere di tutto, garra sudamericana e grande muro, ai rigori è sempre lotteria. E così va a casa Nagelsmann: Germania lontana parente di ciò che fu, s’era capito, ma forse non meritava un’eliminazione del genere. Esplosione in Paraguay, forse la meno accredita delle sudamericane, che adesso si guadagna addirittura (con ogni probabilità) la Francia. Escono in lacrime i tedeschi, lenti e prevedibili; davanti qualità sì, ma fine a stessa. In lacrime Neuer, campionissimo che ha provato a salvare ai rigori la sua patria fino alla fine, senza successo.
Già, quei rigori. Quella maledetta lotteria che in Olanda non può esser definita tramite altri aggettivi. Un’altra che ha vinto il suo girone, ma s’è dovuta arrendere alla forza ed all’entusiasmo del Marocco. Soprattutto al credo, dei semifinalisti di quattro anni fa. Segna Gakpo per gli Orange, dito al cielo; quindi pari di chi non muore mai all’ultimo respiro; alla fine altra lotteria folle tra tanti e tanti rigori, le alette sbagliano i duri segnano, Saibari one man show e Marocco agli ottavi da straavorito col Canada. L’unica che non sbaglia, ma ha avuto bisogno di 95 minuti, è Brasile d’Ancelotti. Ma che sofferenza coi mai domi Samurai.

