ROMA – Suona oggi la prima campanella del nuovo anno scolastico. A inaugurare il rientro in classe è stata la città di Bolzano, dove oltre 85mila bambini e ragazzi sono tornati sui banchi. In tutta Italia saranno quasi 8 milioni gli studenti coinvolti nell’anno scolastico 2026-2027.
Nella provincia autonoma di Bolzano sono 22.080 gli alunni delle scuole in lingua italiana e 64.759 quelli degli istituti di lingua tedesca. Nelle valli ladine, invece, il nuovo anno scolastico riguarda 2.895 studenti.
Il calendario del ritorno a scuola
Dopo Bolzano, il calendario prevede il rientro il 10 settembre per gli studenti della Provincia di Trento, della Valle d’Aosta e del Veneto.
Il 14 settembre toccherà a Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria. Il giorno successivo, 15 settembre, sarà la volta di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana.
Il 16 settembre torneranno in classe gli studenti di Abruzzo, Basilicata e Sardegna, mentre sarà la Puglia, il 17 settembre, a chiudere il calendario nazionale.
Le date possono però essere modificate a livello locale. È il caso di Rosolini, in provincia di Siracusa, dove il sindaco Giovanni Spadola ha firmato un’ordinanza per posticipare l’inizio delle lezioni al 21 settembre.
La decisione è stata motivata dalle temperature elevate e, soprattutto, dalla mancanza di adeguate attrezzature di climatizzazione nelle aule.
Anche ad Agropoli, nel Salernitano, una docente ha promosso una petizione per chiedere il rinvio dell’apertura delle scuole, sostenendo che il caldo persistente possa compromettere il benessere della comunità scolastica. Secondo le previsioni meteorologiche, tuttavia, le temperature sono attese in calo a partire da mercoledì 9 settembre.
Caro scuola, spesa fino a 1.300 euro
Con il ritorno sui banchi torna anche il tema dei costi per le famiglie. Le associazioni dei consumatori hanno lanciato l’allarme sul caro scuola, indicando una spesa complessiva che può arrivare a circa 1.300 euro per studente, considerando libri e materiale scolastico.
Una stima contestata da Federcartolai Confcommercio, secondo cui si tratterebbe della stessa cifra indicata negli ultimi due anni. Il Codacons, invece, chiede al governo di intervenire nella prossima manovra economica con una detrazione Irpef del 19% per gli acquisti documentati di libri di testo, quaderni, cancelleria, materiale tecnico e artistico e strumenti didattici richiesti dalle scuole.
Docenti, assunzioni e supplenze: è scontro sui numeri
Sul fronte del personale scolastico, nei giorni scorsi è andato in scena il consueto confronto tra il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e i sindacati.
Secondo il ministro, il nuovo anno scolastico partirà con tutti i docenti in cattedra. Le immissioni in ruolo sono state 37.430, tra posti comuni, sostegno e insegnamento della religione cattolica.
Sarebbe stata inoltre coperta la quasi totalità delle circa 118mila supplenze previste. A queste si aggiungono 55.814 supplenti di sostegno confermati su richiesta delle famiglie, quasi 10mila in più rispetto all’anno scolastico 2025-2026.
Per quanto riguarda il personale dirigente, sono state effettuate 342 immissioni in ruolo, mentre sono in fase di conclusione le assunzioni di 12.284 unità di personale Ata.
Numeri che, però, non convincono i sindacati. La loro lettura è molto diversa: la scuola italiana, sostengono, continua a dipendere in misura significativa dal personale precario, con oltre 200mila lavoratori a tempo determinato anche per il nuovo anno scolastico.
Il confronto sul funzionamento della scuola, dunque, riparte insieme alla prima campanella: da una parte il governo rivendica le assunzioni e la copertura delle cattedre, dall’altra i sindacati denunciano una situazione ancora caratterizzata da un numero troppo elevato di precari.

