Con l’avvio del nuovo anno scolastico, che coinvolgerà circa 8 milioni di studenti, la scuola italiana si prepara a introdurre una serie di novità che spaziano dall’intelligenza artificiale alle nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione, fino alle misure sulla sicurezza e al sostegno psicologico.
Tra gli interventi previsti figurano l’accesso gratuito allo psicologo su richiesta, l’uso dei metal detector negli istituti o nei contesti considerati più a rischio e l’introduzione del consenso informato per la partecipazione alle attività di educazione sessuale. A queste si aggiungono il divieto di utilizzare gli smartphone a scuola, nuove regole sulla condotta e l’applicazione progressiva dei nuovi programmi di studio.
Il calendario delle riaperture è già iniziato il 7 settembre a Bolzano. Il 10 settembre sono tornati sui banchi gli studenti di Veneto, Valle d’Aosta e Trento. Da oggi riprendono le lezioni in Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e Lombardia. Domani, martedì 15 settembre, sarà il turno di Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana; mercoledì 16 settembre riapriranno le scuole di Abruzzo, Basilicata e Sardegna. A chiudere il calendario sarà la Puglia, dove la prima campanella è fissata per giovedì 17 settembre.
Tra le misure già operative resta il divieto di smartphone in tutti gli ordini di scuola, anche durante le attività didattiche. Cambiano inoltre le disposizioni relative al voto in condotta nelle scuole medie e superiori: l’insufficienza potrà incidere in modo più diretto sul percorso scolastico e, nei casi previsti, comportare la non ammissione alla classe successiva. Le sospensioni di maggiore durata saranno accompagnate da attività di cittadinanza solidale e volontariato, anziché dalla sola permanenza a casa.
Nuovi programmi nel primo ciclo
La novità di maggiore impatto sul piano didattico è rappresentata dalle Nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, adottate con il decreto n. 221 del 9 dicembre 2025. Il regolamento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026 ed entrato in vigore l’11 febbraio, sostituisce le Indicazioni del 2012.
L’applicazione sarà progressiva. A partire dall’anno scolastico 2026-2027, le nuove Indicazioni interesseranno tutte le sezioni della scuola dell’infanzia e le classi prime della primaria e della secondaria di primo grado. Le classi già avviate continueranno invece a seguire le precedenti Indicazioni fino alla conclusione del rispettivo ciclo di studi.
Tra gli elementi introdotti è prevista la possibilità di avviare, su base facoltativa, il Lel, cioè il Latino per l’Educazione Linguistica, già nelle classi seconde e terze della scuola media. L’obiettivo non è soltanto l’apprendimento delle declinazioni, ma l’utilizzo del latino per approfondire l’origine delle strutture della lingua italiana e comprendere meglio il lessico e l’eredità culturale del mondo antico.
Nel corso dell’anno saranno inoltre elaborati i nuovi programmi per le scuole superiori, la cui attuazione è prevista dall’anno scolastico successivo.
Intelligenza artificiale e sicurezza
Dal nuovo anno scolastico l’intelligenza artificiale esce dalla fase delle singole sperimentazioni e viene inserita stabilmente nel sistema educativo. Il 2 agosto 2026 l’AI Act europeo è divenuto pienamente applicabile, mentre il 4 agosto il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo per l’adeguamento della normativa italiana.
Ogni istituto dovrà dotarsi di un regolamento per disciplinare l’uso dell’intelligenza artificiale da parte di studenti e personale, con l’obiettivo di assicurare un impiego etico, sicuro e rispettoso della privacy. Sono inoltre previsti Comitati tecnico-etici territoriali, chiamati ad accompagnare le sperimentazioni didattiche, controllare l’affidabilità dei sistemi utilizzati e vigilare sulla protezione dei dati personali.
Lo studio dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni etiche entrerà anche nell’insegnamento dell’educazione civica. Per accompagnare la trasformazione digitale, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha previsto un piano da 200 milioni di euro, di cui 100 milioni destinati alla formazione continua degli insegnanti. L’obiettivo è favorire un uso didattico consapevole delle tecnologie e prevenire dipendenza dai social, abusi digitali e altri rischi che coinvolgono i minori.

