I giochi Scudetto non sono ancora totalmente chiusi. C’è ancora piccola speranza, piccola porticina, forse. Per le inseguitrici. Perché soltanto una settimana dopo quella ghiottissima occasione sciupata dal Milan a Roma con la Lazio, stavolta i rossoneri tornano a 6 punti di distanza dalla capolista Inter.
Che al Franchi si lascia ancora infilare e non va oltre l’uno a uno, meritatamente rimontata nel finale di una Fiorentina in piena salute e affamatissima di punti salvezza. Chivu e Kolarov sapevano fosse un finale di fondamentale importanza: sfruttare il vantaggio di Pio per andare alla sosta con +8 avrei spezzato ogni sogno delle rivali, invece ancora una volta qualche superficialità di troppo ed un secondo tempo in ombra e colpevolmente difficile fisicamente l’Inter ha lasciato ancora punti sul campo. Anche il Napoli, a -7, qualche sogno di gloria e soprattutto coi tanti rientri può nutrirlo ancora.
Ha vinto la Roma, a fatica, 1-0 col Lecce del Difra a riscattare settimane turbolenti: dopo l’eliminazione in Europa League Gasp riappaia almeno Spalletti e la Juve, con cui ora inseguirà Como in fuga al quarto posto a +3 su entrambe. Chi l’avrebbe mai detto mesi fa che alla sosta di fine marzo i lariani di Fabregas si sarebbero trovati addirittura quarti in solitaria per la Champions League? Como che ne fa 5 in scioltezza al Pisa: bentornato Diao, gol e assist, assieme alla solita orchestra dove a suonar la sinfonia ci pensano Paz, Douvikas e Baturina.
A metà classifica colpo Lazio a Bologna: solidità biancoceleste, muro Motta su involuzione Orsolini, quindi sontuosa doppietta Taylor. Chiude il successo dell’Atalanta sul Verona: basta Zappacosta, sarà almeno Conference, se di più dipenderà dalla Coppa Italia.


