Nel 2025 circa 18 milioni di italiani sono stati invitati agli screening oncologici, ma solo 7,5 milioni si sono sottoposti all’esame, secondo l’Osservatorio Nazionale Screening. Il tumore al seno registra la migliore adesione (58,4%), seguito dal collo dell’utero (43,5%) e dal colon-retto, fermo al 35%. Il divario tra Regioni è marcato: la Calabria presenta i dati più bassi in tutti gli screening, mentre Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia guidano la classifica dell’adesione.
ROMA – Nel corso del 2025, circa 18 milioni di cittadini italiani sono stati chiamati dal sistema sanitario a sottoporsi agli screening oncologici. Tra questi, soltanto 7,5 milioni hanno effettivamente eseguito l’esame.
Questo il dato principale emerso dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio Nazionale Screening, che evidenzia marcate disparità tra le diverse Regioni.
Lo screening per il tumore al seno registra la risposta migliore. Su oltre 4 milioni di donne convocate per la mammografia (pari al 96% delle destinatarie del programma), il 58,4% ha effettuato il test. Notevoli le disparità a livello territoriale: mentre la Provincia Autonoma di Trento riesce a coinvolgere una platea più estesa rispetto alle aventi diritto (il 110,4%), recuperando ad esempio le donne non convocate negli anni passati, in Calabria la quota scende drasticamente al 33,1%.
Divergenze si registrano anche nella partecipazione: si va dall’82% della Valle d’Aosta fino al 34,9% della Calabria. Sono invece oltre 3,6 milioni le donne chiamate per lo screening del tumore al collo dell’utero, un numero che supera quello delle aventi diritto nell’anno (107%); tuttavia solo il 43,5% risponde all’appello.
La copertura degli inviti risulta generalmente positiva su tutto il territorio nazionale, con solamente 4 Regioni che non raggiungono la soglia minima del 90%. Il valore più basso si riscontra in Campania, dove viene convocato il 71,1% delle destinatarie. Ampio anche lo scarto nella partecipazione: dal 72% del Friuli-Venezia Giulia si scende al 16,7% della Calabria.
Per quanto riguarda lo screening del tumore del colon-retto, gli inviti hanno superato gli 8,2 milioni, corrispondenti al 98,2% della popolazione target. L’adesione, tuttavia, si ferma a poco oltre il 35%. In questo caso sono 7 le Regioni sotto la soglia di sufficienza, distribuite lungo tutta la Penisola. Particolarmente contenuta, soprattutto in alcune aree, la percentuale di risposta all’invito, con il dato peggiore registrato in Calabria, dove appena il 6,4% si sottopone all’esame.
L’analisi rileva inoltre progressi nelle Regioni che hanno ampliato le fasce di età dei destinatari: le donne tra 45 e 49 anni e tra 70 e 74 anni per lo screening mammografico, e tra 70 e 74 anni per quello del colon-retto.

