VITERBO – Nuova scoperta archeologica a Tarquinia, dove un intervento della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale potrebbe contribuire a riscrivere la conoscenza dell’antico assetto urbano dell’area costiera legata a Gravisca, il porto dell’antica città etrusca.
Nei giorni scorsi sono infatti partite le operazioni di scavo in un terreno privato situato nell’area delle Saline, a breve distanza dal sito archeologico di Porto Clementino. Secondo quanto riferito dalla Soprintendenza, nell’area affiorano strutture murarie e sepolture di epoca romana che richiedono interventi urgenti di tutela e messa in sicurezza.
I primi elementi emersi dal terreno mostrano un articolato sistema di muri disposti secondo uno schema regolare e ortogonale. Una configurazione che, secondo le prime valutazioni, potrebbe essere riconducibile a edifici connessi alle attività portuali e commerciali dell’epoca romana, come magazzini, botteghe o insediamenti residenziali sviluppatisi in prossimità dello scalo.
Gli archeologi hanno inoltre individuato alcune tracce interpretabili come tombe, realizzate a ridosso delle strutture esistenti o in epoche successive alla loro dismissione. Saranno gli approfondimenti stratigrafici e lo studio dei reperti a fornire indicazioni più precise sulla cronologia e sulla funzione dell’area.
La scoperta assume particolare rilevanza per la sua posizione strategica, a pochi metri dai resti dell’antico porto. Quella che fino a oggi appariva come una semplice area libera a servizio del litorale potrebbe infatti rivelarsi un settore significativo dell’antico tessuto urbano romano collegato a Gravisca, uno dei principali punti di contatto tra il mondo etrusco e il Mediterraneo.
L’esito delle indagini potrebbe avere anche conseguenze sul piano della tutela del territorio. Qualora il valore archeologico dell’area venisse confermato, non è esclusa l’adozione di ulteriori misure di protezione, fino all’eventuale imposizione di un vincolo permanente sul sito.

