Se l’Italia recita ruolo di primordine anche nel lancio del martello, il merito è del fenomeno di questi anni. 28 primavere, prime assoluto della sua carriera, una certezza tricolore: Sara Fantini. Da Faenza, un rullo compressore.
Che dopo aver conquistato le copertine e balzata in prima pagina col bronzo europeo a Monaco di Baviera 2024, dopo aver soprattutto cavalcato il culmine con quell’oro di Roma davanti a sua gente e Bel Paese, cala definitivamente il tris continentale: agli Europei di Inghilterra 2026 fiocca pure l’ultimo metallo che mancava al suo palmares, la medaglia d’argento.
Uno splendido secondo posto nel suo lancio del martello. Parte forte, totalizza 74.35, quel che le basta per restare a podio per tutto il resto della gara; accarezza l’oro ma deve arrendersi alla poderosa finlandese Kosonen, che resterà però l’unica in grado di superarla.
“L’argento mi mancava, sono veramente molto contenta – spiegherà Sara Fantini direttamente ai canali ufficiali della Fidal – e ho completato quello che avevo iniziato a Monaco. Non era assolutamente scontato arrivare in questa bella condizione di forma, sto molto bene e sono anche riuscita a dimostrarlo al meglio delle mie possibilità. Quest’anno ho fatto tanti cambiamenti e tutti molto positivi. È il mio lancio più lungo in una gara di campionato, anche se stavolta non è bastato. La torta c’è già ma ho i miei obiettivi in testa, so cosa mi manca e cosa vorrei andare a prendere per mettere la ciliegina nei prossimi anni”.

