ROMA – La Digos ha eseguito diverse ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone gravemente indiziate di aver formato una cellula terroristica di matrice anarchica: in totale sette misure, di cui cinque in carcere e due agli arresti domiciliari. Due degli indagati devono inoltre rispondere dell’attentato del 14 febbraio scorso contro la rete ferroviaria dell’Alta Velocità Roma–Firenze, un sabotaggio che ha provocato ingenti danni all’infrastruttura per un costo di ripristino stimato in 455mila euro.
Gli inquirenti contestano agli arrestati di aver costituito una struttura clandestina finalizzata a compiere azioni violente con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico. Due soggetti sono ritenuti responsabili del sabotaggio del 14 febbraio 2026, realizzato con ordigni esplosivi artigianali che hanno danneggiato la linea ferroviaria ad alta velocità.
Sulla base degli elementi raccolti nel corso di un’articolata indagine, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma ha disposto cinque ordinanze di custodia in carcere e due misure di arresti domiciliari. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe agito secondo modalità riconducibili all’anarco‑insurrezionalismo, con una base operativa nella Capitale e collegamenti strutturati con realtà presenti in altre città italiane, tra cui Milano, Bologna, Forlì‑Cesena e Napoli.
L’ipotesi di reato a carico degli indagati è quella di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, ai sensi dell’articolo 270‑bis del codice penale. Le indagini proseguono per chiarire ruoli, responsabilità e ricostruire l’intera rete di collegamenti.

