La Russia ha disposto la chiusura del consolato rumeno a San Pietroburgo e l’espulsione del console generale, in quella che appare come una misura di ritorsione dopo la chiusura della missione diplomatica russa nella città portuale romena di Costanza. I rapporti tra Mosca e Bucarest, quest’ultima membro dell’Unione europea e della Nato, si sono ulteriormente deteriorati dopo che il mese scorso un drone si è schiantato contro un’abitazione a Galați, città rumena vicina al confine con l’Ucraina.
La Romania ha accusato la Russia di aver lanciato il velivolo senza pilota, sostenendo che si sia trattato del primo impatto di questo tipo su un edificio residenziale fuori dal territorio ucraino dall’inizio dell’offensiva russa nel 2022. Mosca ha respinto ogni addebito.
In seguito a una protesta del ministero degli Esteri russo, all’inviato romeno Cristian Istrate è stata consegnata una nota in cui si stabilisce che il console generale di Romania a San Pietroburgo è stato dichiarato persona non grata, ha riferito il ministero in un comunicato. Nel documento veniva inoltre annunciata la prossima chiusura dell’ufficio consolare nella storica città russa. La decisione è stata presentata come una risposta alla scelta di Bucarest di chiudere la missione russa a Costanza, sul Mar Nero. Il ministero degli Esteri romeno ha definito la reazione di Mosca “prevedibile”.
L’episodio del drone avvenuto a maggio, nel quale sono rimaste ferite due persone, ha alimentato la tensione con la Romania e con i partner Nato e Ue. Dall’avvio della guerra in Ucraina sono state segnalate decine di sconfinamenti di droni in territorio romeno, ma finora nessuna abitazione era mai stata colpita. La Romania, ex Paese del blocco orientale, ha aderito alle sanzioni occidentali contro la Russia e continua a sostenere militarmente Kiev.

