MILANO – La Corte di assise di appello di Milano ha confermato la condanna a 27 anni di reclusione nei confronti di Daniele Rezza, accusato dell’omicidio e della rapina avvenuti la notte dell’11 ottobre 2024 ai danni di Manuel Mastrapasqua, a Rozzano, in provincia di Milano. Rispetto al verdetto di primo grado, il collegio di secondo grado ha eliminato l’aggravante dei futili motivi, confermando invece quella della minorata difesa. Al 19enne, difeso dall’avvocata Tiziana Bacicca, è stata riconosciuta anche l’equivalenza tra l’unica aggravante residua e le circostanze attenuanti generiche.
“Era l’esito che ci aspettavamo – ha dichiarato l’avvocata di parte civile Roberta Minotti, che rappresenta i familiari della vittima -. Siamo indubbiamente soddisfatti. È evidente che Manuel non potrà più tornare a casa e resta comunque il dolore dei suoi familiari. Nessuno di loro ha percepito scuse sincere da parte dell’imputato, né un comportamento dimesso e consapevole rispetto a quanto commesso. Le scuse pronunciate in udienza sono apparse come una mossa utilitaristica, dettata solo da esigenze processuali e non sentita realmente”.
La notte del delitto, mentre stava rientrando a casa dal lavoro, Mastrapasqua fu aggredito per strada da Rezza, che allora aveva 19 anni, e colpito con una coltellata al petto dopo essere stato rapinato di un paio di cuffie wireless dal valore di 14 euro.

