L’operazione è nata dopo una segnalazione agli agenti della sezione antidroga: un cittadino albanese stava partendo dall’Emilia per incontrare un connazionale a nord di Roma. I poliziotti lo hanno pedinato fino a una proprietà isolata in campagna, dove ad attenderli c’era un terzo uomo, di origini romane.
Gli agenti sono intervenuti a sorpresa mentre uno degli uomini usciva di casa con una busta e l’altro armeggiava sul retro dell’auto. Perquisendo la vettura, i poliziotti hanno scoperto un vero e proprio “caveau” nascosto: un doppiofondo ricavato nell’abitacolo che custodiva un chilo di cocaina, pronta per essere lavorata e venduta nelle piazze di spaccio.
Dentro l’abitazione i trafficanti avevano messo in piedi una vera fabbrica clandestina. C’era tutto il necessario per pesare e confezionare le dosi, comprese le matrici (i timbri) utilizzate per stampare i loghi della banda sui panetti di droga. Per i due albanesi e il romano l’accusa è di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Il magistrato ha già convalidato l’arresto e ha disposto per tutti e tre la custodia cautelare in carcere.

