3 Giugno 2026

Roma – Truffe digitali, clonavano le voci di parenti con l’IA: 44 denunciati. Implicazioni in tutto il Lazio

Le indagini hanno svelato un sistema criminale sofisticato, basato sul cosiddetto spoofing. Questa tecnica permette di manipolare il display del telefono della vittima: sul monitor non appare un numero sconosciuto, ma quello reale della propria banca oppure delle caserme di Carabinieri e Polizia
3 Giugno 2026
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Un giro d’affari illecito da quasi un milione di euro fermato grazie a un’importante operazione dei Carabinieri della Compagnia Roma Centro. I militari hanno denunciato 44 persone, ritenute responsabili di ben 39 episodi di truffa – tra colpi riusciti e solo tentati – messi a segno negli ultimi sei mesi, tra novembre 2025 e maggio 2026. Nel mirino dei malviventi finivano soprattutto fasce di cittadini potenzialmente vulnerabili.

Le tecniche: spoofing
e intelligenza artificiale

Le indagini hanno svelato un sistema criminale sofisticato, basato sul cosiddetto spoofing. Questa tecnica permette di manipolare il display del telefono della vittima: sul monitor non appare un numero sconosciuto, ma quello reale della propria banca oppure delle caserme di Carabinieri e Polizia.
Per rendere l’inganno ancora più credibile, la banda utilizzava anche software di intelligenza artificiale per clonare la voce di figli o nipoti. Con questo sistema, i truffatori creavano una finta situazione di emergenza. Le vittime venivano contattate con la scusa di una carta di credito clonata, di un conto svuotato o di un finto incidente stradale capitato a un parente. Sfruttando la paura e l’urgenza del momento, i malviventi impedivano alle persone di riflettere e le convincevano a effettuare bonifici immediati o ricariche su carte di pagamento intestate a dei complici.

Le indagini
e il maxi sequestro

L’inchiesta è partita dalle denunce presentate dai cittadini raggirati. Per risalire ai 44 indagati, i Carabinieri hanno incrociato una mole enorme di dati: accertamenti sui conti bancari, analisi dei tabulati telefonici, immagini delle telecamere di videosorveglianza, banche dati e profili sui social network.
L’operazione ha permesso di bloccare l’attività della rete criminale e di recuperare una parte consistente del bottino. I militari hanno infatti sequestrato denaro contante, oro e gioielli per un valore totale stimato di oltre 900.000 euro.