Lo youtuber Matteo Di Pietro ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali per scontare gli ultimi 15 mesi della condanna per l’incidente stradale di Casal Palocco costato la vita al piccolo Manuel di soli 5 anni. La decisione, arrivata in questi giorni, permette al ventiquattrenne ex membro del collettivo “The Borderline” di lasciare gli arresti domiciliari, misura a cui era sottoposto dal giugno 2023.
Il Tribunale di Sorveglianza ha infatti accolto la richiesta dei legali di Matteo Di Pietro, disponendo l’affidamento in prova ai servizi sociali. Il giovane aveva precedentemente patteggiato una condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione per i reati di omicidio stradale aggravato e lesioni.
Grazie ai mesi già trascorsi in regime di custodia cautelare agli arresti domiciliari, la pena residua da espiare è scesa sotto la soglia dei 4 anni, permettendo per legge l’accesso alle misure alternative alla detenzione in carcere. Nei prossimi 15 mesi, Di Pietro dovrà seguire un percorso strutturato che prevede: un programma di recupero sociale e rieducativo; l’obbligo di permanenza in casa nelle ore notturne, nello specifico dalle 22:00 alle 7:00 e libertà di movimento limitata durante il giorno per svolgere le attività stabilite dall’ufficio di esecuzione penale.
Il tragico incidente
del 14 giugno 2023
Mentre procedeva a una velocità ampiamente superiore ai limiti consentiti nel centro urbano, l’auto guidata da Di Pietro ha travolto frontalmente una Smart ForFour. A bordo dell’utilitaria viaggiava una madre con i suoi due figli. L’impatto violentissimo ha causato il ferimento della donna e della figlia minore, e la morte del piccolo Manuel Proietti, un bambino di soli 5 anni.
La decisione di concedere i servizi sociali a Di Pietro, pur essendo una misura pienamente conforme all’ordinamento giuridico italiano, ha riacceso forti polemiche nell’opinione pubblica e sui social network. Molti cittadini e commentatori hanno espresso frustrazione per il fatto che il giovane non sconterà un solo giorno all’interno di una struttura carceraria. Durante le fasi processuali la difesa del giovane ha sottolineato il sincero pentimento del ragazzo e la sua espressa volontà di impegnarsi in futuro in campagne di sensibilizzazione dedicate alla sicurezza stradale.

