La vera e propria svolta nelle indagini è arrivata quattro giorni dopo il fatto. Il padre del bambino si trovava proprio a Tor Sapienza, a pochissimi passi dal luogo esatto in cui era avvenuto il tentato rapimento, quando ha notato un uomo in strada. Le sue caratteristiche fisiche coincidevano alla perfezione con la descrizione dettagliata che era stata fornita dalla zia del piccolo. Il genitore, senza farsi prendere dal panico, ha chiamato immediatamente la sala operativa della Questura.
Il 47enne si è accorto della telefonata in corso e ha cercato di scappare salendo a bordo di un autobus di linea. Il padre del piccolo non lo ha perso di vista e ha continuato a seguire la scena, fornendo alla Polizia aggiornamenti sul percorso in tempo reale. Gli agenti del V Distretto Prenestino hanno seguito le indicazioni e hanno intercettato il mezzo pubblico poco più avanti.
Una volta saliti a bordo, i poliziotti hanno individuato l’uomo tra i passeggeri e lo hanno fatto scendere. Ad incastrare definitivamente il sospettato sono stati due elementi chiave: prima la sua reazione anomala quando gli agenti gli hanno mostrato la fotografia del bambino, e successivamente il formale riconoscimento fotografico da parte della zia, testimone oculare del tentato rapimento. L’uomo, risultato senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, è stato rinchiuso in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

